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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18808/2025 del 09/07/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia nasce dal passaggio di appalto del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti affidato dal Comune. Il lavoratore chiedeva di essere assunto dalla società subentrante ai sensi dell’art. 6 del CCNL Federambiente, sostenendo che il licenziamento intimato dalla società uscente nella stessa data di cessazione dell’appalto non dovesse precludere il suo diritto al passaggio. La Corte d’appello aveva invece ritenuto inammissibile, perché tardiva, la deduzione e la produzione del provvedimento relativo all’impugnazione di quel licenziamento, e aveva negato il diritto all’assunzione sul rilievo che il requisito contrattuale richiedeva la persistenza del rapporto di lavoro con l’impresa cessante al momento del subentro. In cassazione il ricorrente denunciava violazione e falsa applicazione dell’art. 6 del CCNL Federambiente e degli artt. 342 e 437 c.p.c., sostenendo che esistono due tutele distinte e autonome: una verso l’impresa uscente per contestare il licenziamento e una verso l’impresa subentrante per il diritto all’assunzione; inoltre, la clausola collettiva avrebbe la sola funzione di evitare assunzioni opportunistiche dell’uscente a ridosso del cambio d’appalto, non già di imporre la sopravvivenza del rapporto fino al subentro. Richiamava anche l’inserimento del suo nominativo nell’elenco del personale da assumere.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la decisione di merito perché, secondo l’art. 6 del CCNL Federambiente, il diritto all’assunzione presso l’impresa subentrante presuppone che il lavoratore sia ancora in rapporto con l’impresa cessante e risulti in forza nel periodo previsto dal contratto collettivo; nel caso concreto il ricorrente aveva dedotto sin dall’atto introduttivo il licenziamento intimato dall’uscente, senza allegare tempestivamente l’esistenza di una impugnazione di quel recesso. La successiva produzione del provvedimento e la relativa deduzione in appello sono state considerate tardive e quindi inammissibili, non operando il temperamento delle preclusioni per formazione successiva del documento, poiché gli atti risultavano anteriori al deposito del ricorso introduttivo. Nulla è stato disposto sulle spese per mancata costituzione della controparte. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 6 CCNL Federambiente 30.6.2008

    "Avvicendamento di imprese nella gestione dell'appalto/affidamento di servizi"; "L'impresa subentrante assume "ex novo"... tutto il personale in forza a tempo indeterminato... che risulti in forza presso l'azienda cessante nel periodo dei 240 giorni precedenti l'inizio della nuova gestione"

    La clausola collettiva è stata interpretata come fonte di un diritto soggettivo del lavoratore al passaggio, ma solo a condizione che sussista ancora il rapporto di lavoro con l’impresa cessante al momento del subentro e che il personale risulti in forza nei termini previsti.

  • art. 342 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso come norma processuale violata, in relazione alla tardiva deduzione in appello di fatti e documenti decisivi.

  • art. 437 c.p.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso come norma processuale violata, in relazione ai limiti alle allegazioni e produzioni documentali in appello.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È stato il parametro formale del motivo di ricorso, proposto per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte ha dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 2112 c.c.

    È menzionato come ambito rispetto al quale la clausola collettiva opera comunque con efficacia cogente nei confronti delle imprese affidatarie, a prescindere dal suo specifico ambito applicativo.

Massime di principio

  • Nell’interpretazione del contratto collettivo di diritto comune occorre partire dal senso letterale delle clausole e dalla lettura complessiva dell’accordo, valorizzando la comune intenzione delle parti sociali.
  • Le clausole di passaggio del personale negli avvicendamenti di appalto attribuiscono al lavoratore un diritto soggettivo all’assunzione presso il subentrante solo se permangono i presupposti espressamente richiesti dalla disciplina collettiva, tra cui la permanenza del rapporto con l’impresa cessante nei termini fissati.
  • Il diritto all’assunzione presso l’impresa subentrante e l’eventuale azione contro il licenziamento intimato dall’impresa uscente sono tutele distinte, ma la seconda deve essere tempestivamente allegata e documentata se si vuole far valere la persistenza del requisito occupazionale.
  • Nel giudizio di merito le allegazioni e i documenti decisivi devono essere introdotti tempestivamente; la produzione tardiva è inammissibile salvo il caso di documenti formatisi successivamente, che però richiede effettiva formazione successiva rispetto al momento rilevante.

Come è indicizzato

MaterieAppalto e somministrazioneImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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