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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7953/2024 del 22/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 25/11/2022 per inosservanza del principio di diritto contenuto nella precedente sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione (del 6/11/2018) e per carenza di motivazione in ordine alla responsabilità dell'imputato. In particolare il ricorrente contestava che la Corte territoriale non avesse specificamente indicato gli elementi a sostegno delle cessioni di stupefacenti in favore delle singole persone identificate nel capo di imputazione, ossia il mancato adeguamento al dictum della sentenza rescindente

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendolo generico e aspecifico. Ha ritenuto che la Corte di Appello di Napoli abbia fornito una motivazione sintetica ma adeguata, ancorata alle intercettazioni e ad altre risultanze probatorie, e che non sia emerso alcun travisamento della prova né una difformità palese ed incontestabile tra il contenuto delle conversazioni intercettate e la valutazione dei giudici di merito. È stato inoltre rilevato che parte dell'accertamento circa la responsabilità dell'imputato (per le condotte verso soggetti non identificati) era già irrevocabile per effetto della sentenza della Cassazione del 6/11/2018, sicché la censura risultava priva di autonoma rilevanza. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73

    Norma sanzionatoria sulla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; la Corte territoriale ha condannato l'imputato per una unitaria violazione di tale articolo in relazione alle cessioni contestate (assorbendo il capo E2 nel capo E)

  • d.P.R. 309/1990, art. 74

    Norma che disciplina specifiche ipotesi previste dallo stesso testo normativo (contestata nel capo E ma per la quale il GUP aveva assolto l'imputato nel giudizio di primo grado)

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso per cassazione; la Corte ha applicato tale articolo condannando il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma a favore della cassa delle ammende

Massime di principio

  • In Cassazione il motivo di ricorso deve essere specifico: va indicata chiaramente la correlazione tra le doglianze e le ragioni poste a fondamento dell'impugnazione, con l'enucleazione analitica del vizio dedotto; la genericità conduce a inammissibilità
  • Il giudizio di legittimità non sostituisce il sindacato di merito: non è consentito rivedere liberamente le valutazioni di fatto dei giudici di merito salvo il caso di travisamento della prova evidente e decisivo
  • Quando una sentenza di annullamento con rinvio indica criteri, il giudice a quo deve tenerne conto ma può comunque valutare le prove sulla base delle risultanze processuali purché motivi e spieghi in modo congruo le ragioni dell'applicazione del dictum
  • Le intercettazioni, se chiare, univoche e concordanti, possono costituire base probatoria sufficiente per affermare la responsabilità per cessione di stupefacenti; la loro interpretazione è sindacabile in Cassazione solo in presenza di palese travisamento
  • Se parti dell'accertamento sono divenute irrevocabili per precedenti decisioni della Corte di Cassazione, le censure su questioni connesse possono perdere rilevanza autonoma
  • La presentazione di motivi generici o non collegati ai concreti passaggi logici della sentenza impugnata comporta non solo l'inammissibilità, ma anche sanzioni economiche (spese e ammende)

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