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Sentenza

Sentenza del 17/01/2018 n. 9 - Comm. Trib. Reg. per le Marche

La prova richiesta dall'applicazione dell'art. 39, co. 1, lett. d d.P.R. 600/73 può essere data per presunzioni, così come pure il contribuente può avvalersi di queste ultime per contrastare l'assunto dell'ufficio.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'avviso di accertamento relativo al periodo d'imposta 2009, contestando la validità della sottoscrizione per asserito difetto di delega, l'insussistenza di presunzioni gravi, precise e concordanti ai sensi dell'art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973, la rettifica delle rimanenze, il recupero di ricavi non dichiarati derivante dalla presunta sottofatturazione degli immobili e l'indeducibilità di interessi passivi. In particolare, l'Agenzia aveva utilizzato differenze anomale nei prezzi di vendita, documentazione extracontabile, listini, planimetrie annotate, dati dell'agenzia immobiliare, anomalie nei pagamenti e una perizia bancaria. La società sosteneva che tali elementi non provassero l'evasione, evidenziando la crisi del mercato immobiliare, le diverse caratteristiche degli immobili e la possibilità di sconti e trattative.

La decisione

La CTR ha rigettato l'eccezione relativa alla sottoscrizione, ritenendo che il Capo Ufficio Controlli avesse agito quale Direttore Reggente Fiduciario, esercitando un proprio potere temporaneamente trasferito e non un potere delegato. Ha confermato la legittimità dell'accertamento induttivo, riconoscendo come gravi, precise e concordanti i numerosi elementi presuntivi raccolti dall'Ufficio. Ha confermato la rettifica delle rimanenze, applicando i principi di competenza e autonomia dei periodi d'imposta, precisando che l'eventuale maggiore imposta versata nel 2011 avrebbe dovuto essere chiesta a rimborso. Quanto ai ricavi immobiliari, ha ritenuto non pienamente attendibile né la ricostruzione rigida dell'Ufficio né il prezzo medio OMI di 1.600 euro/mq adottato dalla CTP, determinando il prezzo più probabile in almeno 1.900 euro/mq, sulla base della convergenza tra valori OMI per immobili in ottimo stato e prezzi ricostruiti con uno sconto medio del 20%. Ha invece accolto parzialmente la doglianza sugli interessi passivi, riducendo quelli indeducibili a 52.989 euro. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • Art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973

    L'accertamento induttivo può fondarsi su presunzioni semplici purché dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. L'Ufficio deve provare i fatti posti a fondamento della pretesa e gli elementi utilizzati per quantificarla; il contribuente può contrastare tale ricostruzione anche mediante proprie presunzioni aventi i medesimi requisiti.

  • Principio di competenza e autonomia dei periodi d'imposta

    L'omessa rilevazione di un'immobile nelle rimanenze finali deve essere corretta nel periodo cui si riferisce, anche se la successiva vendita comporta la tassazione in un anno diverso. L'eventuale doppia imposizione non elimina l'obbligo di corretta imputazione temporale, ma può essere gestita mediante una richiesta di rimborso nei termini di legge.

  • Art. 96 TUIR

    Gli interessi passivi sono deducibili entro i limiti previsti dalla disciplina fiscale; nel caso concreto, una volta confermata la determinazione delle rimanenze, il giudice ha rideterminato gli interessi indeducibili in 52.989 euro.

  • Ordinanza Cass. n. 17400/2012

    È stata richiamata per escludere la necessità di una specifica delega di firma quando il funzionario sottoscrive l'atto quale sostituto o reggente del direttore assente, in presenza di un trasferimento temporaneo delle relative attribuzioni.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria può ricostruire ricavi non dichiarati mediante una pluralità di indizi, anche extracontabili, purché complessivamente gravi, precisi e concordanti; non è sempre necessaria una prova documentale diretta del prezzo effettivamente incassato.
  • Gli indici OMI, considerati isolatamente, costituiscono normalmente valori di riferimento e non provano automaticamente il maggior corrispettivo; acquistano maggiore forza se sono coerenti con documentazione extracontabile, perizie, prezzi di mercato e altre anomalie.
  • Il contribuente può contestare l'accertamento anche con presunzioni e dati di mercato, ma deve offrire elementi specifici e documentati idonei a spiegare le differenze di prezzo, quali caratteristiche degli immobili, sconti effettivi, trattative, tempi di vendita e condizioni economiche.
  • Il giudice tributario può rideterminare autonomamente il maggior ricavo, individuando un valore intermedio più realistico quando la ricostruzione dell'Ufficio appare attendibile nell'an ma eccessivamente rigida nel quantum.
  • La tassazione deve rispettare il principio di competenza: la successiva tassazione di un ricavo non sana automaticamente l'omessa imputazione della rimanenza nel periodo corretto; l'eventuale eccedenza d'imposta deve essere recuperata con gli strumenti previsti dalla legge.
  • In materia di sottoscrizione degli atti, occorre distinguere tra delega di firma e reggenza o sostituzione temporanea: se il funzionario agisce legittimamente quale reggente del direttore assente, può esercitare un proprio potere e non è necessariamente richiesta una delega specifica per ogni atto.

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