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Sentenza

Sentenza del 28/02/2019 n. 5925 - Corte di Cassazione

PROCEDIMENTO CIVILE - CAPACITA' PROCESSUALE - RAPPRESENTANZA DEL PROCURATORE E DELL'INSTITORE Legittimazione processuale - Rappresentanza volontaria - Prova - Necessità - Procura speciale - Produzione in ogni stato e grado del giudizio - Fondamento - Limiti - Fattispecie.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava principalmente la validità della procura conferita al rappresentante volontario della società contribuente, il quale aveva sottoscritto il ricorso tributario e conferito il mandato ai difensori. La CTR aveva dichiarato inammissibile il ricorso introduttivo ritenendo non provati i poteri rappresentativi, poiché la procura corretta era stata prodotta soltanto in appello, mentre nel ricorso era stato indicato per errore il riferimento a un'altra procura. La contribuente ha sostenuto che la procura potesse essere prodotta successivamente e che il giudice avrebbe dovuto esaminarne il contenuto. Erano inoltre controverse la possibilità per l'Agenzia di sollevare la questione in appello e la legittimazione passiva della Direzione Regionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo della contribuente, ritenendo errata la declaratoria di inammissibilità. La procura speciale del rappresentante volontario, trattandosi di documento necessario a verificare la regolare costituzione del rapporto processuale, può essere prodotta in ogni stato e grado del giudizio, anche in Cassazione, salvo il limite del giudicato interno. La CTR avrebbe dovuto esaminare la procura prodotta in appello e verificare se essa conferisse effettivamente al soggetto il potere di rappresentare la società e di conferire la procura alle liti. È stato rigettato il secondo motivo, poiché la verifica della rappresentanza processuale può essere effettuata d'ufficio e non è soggetta alle preclusioni delle eccezioni in senso stretto; è stato rigettato anche il quarto motivo sui limiti del giudizio di rinvio, mentre il terzo è stato dichiarato assorbito. Il ricorso incidentale condizionato dell'Agenzia è stato dichiarato inammissibile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla CTR della Liguria, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • Art. 77 c.p.c.

    Il potere rappresentativo processuale deve derivare da un valido potere di rappresentanza sostanziale.

    La legittimazione processuale del rappresentante volontario presuppone l'esistenza e la prova dei poteri rappresentativi sostanziali. La verifica può essere compiuta dal giudice anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo.

  • Art. 18, comma 2, lettera b), D.Lgs. n. 546/1992

    Indicazione del legale rappresentante del ricorrente.

    Quando una società agisce in giudizio tramite un procuratore cui siano stati conferiti anche poteri di rappresentanza processuale, il ricorso deve indicare tale procuratore. Non è invece indispensabile indicare il legale rappresentante dell'ente se questi non svolge alcun ruolo nel giudizio.

  • Art. 11 D.Lgs. n. 546/1992

    Consente il conferimento della rappresentanza processuale a un procuratore generale o speciale, purché munito dei relativi poteri sostanziali.

  • Art. 57 D.Lgs. n. 546/1992

    Le preclusioni relative alle nuove eccezioni in appello non impediscono al giudice di verificare d'ufficio la regolare costituzione del rapporto processuale e la sussistenza della legittimazione processuale.

  • Art. 372 c.p.c.

    In sede di Cassazione possono essere prodotti documenti relativi all'ammissibilità del ricorso e alla nullità della sentenza, inclusi quelli necessari a dimostrare il potere di rappresentanza.

  • Art. 394 c.p.c.

    Il giudice del rinvio deve rispettare i limiti e l'oggetto stabiliti dalla sentenza di cassazione, che aveva imposto di esaminare sia la questione della rappresentanza sia quella della legittimazione passiva.

Massime di principio

  • La procura del rappresentante volontario, quando serve a dimostrare la legittimazione processuale, può essere prodotta anche dopo l'atto introduttivo e in qualsiasi stato o grado del giudizio, salvo che sulla questione si sia formato un giudicato interno.
  • Il giudice deve verificare anche d'ufficio l'esistenza e i limiti dei poteri rappresentativi del soggetto che agisce in nome della parte, indipendentemente dal momento in cui la contestazione viene sollevata.
  • L'errore materiale nel riferimento alla procura indicata nell'atto introduttivo non determina automaticamente l'inammissibilità: il giudice deve esaminare la procura effettivamente prodotta e verificarne il contenuto.
  • Per una società rappresentata da un procuratore volontario, è essenziale indicare nel ricorso il procuratore munito dei poteri processuali; non è necessario indicare anche il legale rappresentante societario se non interviene direttamente nel giudizio.
  • La contestazione della legittimazione processuale è una questione distinta dalle eccezioni in senso stretto e non è soggetta alle medesime preclusioni processuali.
  • Le diverse articolazioni territoriali dell'Agenzia delle entrate non hanno autonoma soggettività giuridica: eventuali irregolarità interne nella distribuzione delle competenze non compromettono, di regola, la validità del rapporto processuale instaurato nei confronti dell'Agenzia.

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