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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11541/2024 del 19/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Messina (3 aprile 2023) resa in seguito a rinvio dalla Cassazione. Accetta impugna il trattamento sanzionatorio (rideterminazione della pena, presunta violazione del divieto di reformatio in peius, durata delle pene accessorie e mancata diminuzione per prescrizione). Martino contesta il computo di aumenti di pena riferiti a fatti che ritiene prescritti. De Luca deduce carenze di motivazione in relazione alla qualificazione della bancarotta fraudolenta per distrazione e alla mancata corretta rideterminazione della pena dopo le assoluzioni e dichiarazioni di prescrizione. Olivo impugna la conferma di responsabilità per detenzione e vendita di merce contraffatta sostenendo l'insufficienza probatoria (identificazione incerta nelle intercettazioni, assenza di nesso diretto tra conversazione e merce sequestrata, ruolo meramente da magazziniere)

La decisione

La Corte di Cassazione: - Ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Accetta e di Martino per genericità e manifestata infondatezza; - Ha accolto il ricorso di De Luca in relazione a carenze motivazionali sul capo di bancarotta fraudolenta per distrazione e alla mancata rideterminazione della pena conforme al mandato della sentenza di annullamento: annulla la sentenza impugnata nei confronti di De Luca e dispone il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina; - Ha accolto pienamente il ricorso di Olivo, ritenendo insufficiente la prova (unica conversazione intercettata non chiaramente riferibile a beni contraffatti e dubbi di identificazione), e annulla senza rinvio la condanna nei suoi confronti perche il fatto non sussiste

Norme richiamate

  • artt. 110 e 474 cod. pen.

    Art. 474 (contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere o prodotti industriali) valutato in relazione al concorso (art.110): la Corte ha ritenuto che, per una condanna, non sia sufficiente un accertamento basato su una sola intercettazione non chiara e senza collegamento diretto con la merce sequestrata

  • art. 648 cod. pen.

    Ricettazione: la corte d'appello aveva assolto Martino per uno dei sequestri; la Cassazione ha rilevato che nulla nella sentenza di annullamento implicava la prescrizione degli altri fatti e ha respinto il motivo di Martino

  • bancarotta fraudolenta / legge fallimentare art. 216, ultimo comma

    La Corte ha richiamato la necessità di motivare la distrazione: per configurare la bancarotta per distrazione è necessario accertare preliminarmente l'effettiva esistenza delle somme nel patrimonio sociale e che siano state destinate a finalità diverse da quelle imprenditoriali, con pregiudizio per il patrimonio sociale; la mancata verifica ha determinato l'annullamento e il rinvio

  • art. 133 cod. pen.

    Determinazione della pena: il giudice del merito deve fissare la pena base e i correttivi alla luce delle circostanze; la Cassazione ha ritenuto legittima la rideterminazione operata per Accetta quando adeguatamente motivata e coerente con il ruolo decisorio attribuito all'imputato

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Criteri per gli aumenti di pena: la Corte ha valutato modesti gli aumenti applicati e li ha ritenuti compatibili con il rapporto di proporzione tra le pene complessive

  • art. 606 lett. c) cod. proc. pen.

    Motivi di cassazione: invocato da Martino per contestare il computo della pena; la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato per carenza di elementi nella sentenza di annullamento

  • principio del divieto di reformatio in peius

    Richiamato nelle doglianze relative alla rideterminazione della pena: la Corte osserva che il divieto non è stato violato perché la pena determinata è risultata inferiore rispetto a quella precedente e le scelte del giudice del rinvio sono motivate

Massime di principio

  • Se la Cassazione annulla parzialmente una pronuncia con rinvio, il giudice del rinvio deve motivare espressamente la nuova determinazione della pena tenendo conto delle assoluzioni o prescrizioni già pronunciate e rispettando il divieto di reformatio in peius
  • Per condannare sulla base di intercettazioni è necessario che l'identificazione del soggetto e il nesso tra contenuto della conversazione e l'oggetto materiale del reato siano chiari e logicamente collegati: conversazioni ambigue o non corroborate da altri elementi non possono reggere una condanna
  • Nella fattispecie di bancarotta per distrazione il giudice deve accertare preliminarmente l'effettiva disponibilità delle somme nel patrimonio sociale e dimostrare che esse siano state destinate a fini estranei all'attività aziendale con pregiudizio per il patrimonio
  • Motivi generici, poco chiari o non documentati espongono il ricorso a declaratorie di inammissibilità: le censure devono essere specifiche e logicamente articolate
  • Gli aumenti di pena applicati ex art. 81 cod. pen. devono essere proporzionati e motivati; aumenti modesti e ben motivati sono tollerati se non alterano il rapporto di proporzione tra le pene complessive

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