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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24232/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato per mancanza totale di motivazione del decreto impugnato, che impedisce di comprendere la causa di inammissibilità invocata e se sia stato sentito il Pubblico ministero; ha rilevato la violazione dell'art. 666, comma 2, cod. proc. pen. e ha annullato il provvedimento con rinvio al giudice dell'esecuzione per nuovo giudizio nel rispetto delle forme di legge.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto del 01/12/2021 che aveva dichiarato inammissibile l'incidente di esecuzione proposto dal ricorrente volto ad ottenere la declaratoria di nullità dell'ordinanza di revoca del beneficio ex art. 163 cod. proc. pen., per non essere stata personalmente notificata all'interessato. Il ricorso per cassazione deduceva la totale assenza di motivazione del decreto impugnato e l'adozione del provvedimento senza il preventivo parere del Pubblico ministero, come previsto dalla legge.

Norme richiamate

  • art. 163 cod. proc. pen.

    ordinanza di revoca del beneficio ex art. 163 cod. proc. pen.

    La norma viene menzionata come fondamento della misura revocata e dell'oggetto dell'incidente di esecuzione; nella sentenza non si entra nel merito della norma ma si riconosce che l'incidente mirava a ottenere la nullità della revoca per mancata notifica personale.

  • art. 666, comma 2, cod. proc. pen.

    violazione dell'art. 666, comma 2, cod. proc. pen. che richiede che le cause di inammissibilità dell'incidente di esecuzione siano pronunciate con decreto motivato, sentito il Pubblico ministero.

    La Corte interpreta questa disposizione nel senso che il decreto che dichiara l'inammissibilità dell'incidente deve contenere una motivazione sufficiente e deve risultare la previa audizione del Pubblico ministero; la sua omissione costituisce vizio formale tale da giustificare l'annullamento con rinvio.

  • art. 666, comma 6, cod. proc. pen.

    riferimento normativo contenuto entro le parentesi, che sembra richiamare l'art. 666, comma 6, cod. proc. pen.

    La Corte segnala che nel provvedimento impugnato è presente un richiamo a norma (comma 6) che appare eccentrico rispetto alla questione trattata, contribuendo a rendere incomprensibile la motivazione; ne trae motivo per ritenere la motivazione assente o inidonea.

Massime di principio

  • Un decreto che dichiara l'inammissibilità di un incidente di esecuzione deve essere motivato in modo chiaro e comprensibile: l'assenza totale di motivazione comporta annullamento in cassazione.
  • Il giudice dell'esecuzione deve indicare esplicitamente la causa di inammissibilità invocata; riferimenti normativi errati o incongrui indeboliscono la validità del provvedimento.
  • La legge richiede che, prima di pronunciare l'inammissibilità, sia sentito il Pubblico ministero; la mancata interlocuzione con il PM integra un vizio procedurale rilevante.
  • In caso di carenze formali del decreto (mancanza di motivazione, assenza di acquisizione del parere del PM), la Cassazione tende ad annullare con rinvio al giudice di merito perché siano rispettate le garanzie procedurali, invece di decidere direttamente nel merito.
  • Per il difensore, i rilievi utili a impugnare un provvedimento di inammissibilità sono: contestare la mancanza o insufficienza della motivazione, verificare la presenza o meno del parere del Pubblico ministero e segnalare eventuali richiami normativi incongrui.

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