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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23675/2024 del 13/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di somme fino a C 4.284.700,00 e il sequestro per equivalente di beni per la differenza. Il ricorrente deduce violazione di legge per errata applicazione dell'art. 125 in relazione all'art. 321, comma 3, c.p.p., sostenendo che la motivazione in ordine al "periculum in mora" è solo apparente: il Tribunale avrebbe argomentato il rischio di dispersione dei proventi del reato sulla base della natura fungibile del denaro e di attività di reimpiego non direttamente attribuite a Musaku, ricorrendo a un teorema del "non poteva non sapere". Inoltre la difesa contestava l'uso della incapienza patrimoniale del ricorrente come prova del pericolo di dispersione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale sia congrua e conforme ai principi indicati nella sentenza di annullamento precedente: il periculum in mora è stato fondato non solo sulla fungibilità del denaro ma su elementi concreti quali il carattere transnazionale dell'associazione (Albania-Italia), il ruolo operativo e di riscossione svolto da Musaku (incluso episodio documentato di riscossione di 11.000 euro), i contatti esteri derivanti dalla cittadinanza albanese e la discrepanza tra gli elevati profitti accertati e la modesta capienza patrimoniale accertata. Per questi motivi la Corte ha ritenuto non sussistere la violazione di legge dedotta, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di C 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen., commi 2 e 3

    Disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; richiede motivazione anche in ordine al periculum in mora quando si anticipa l'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio.

  • art. 240 cod. pen.

    Regola la confisca diretta e per equivalente; il sequestro preventivo può essere disposto in vista della confisca ex art. 240.

  • art. 73 e art. 80 d.P.R. 9 ottobre 1990

    Norme sul traffico illecito di sostanze stupefacenti rilevanti ai fini della ricostruzione del fumus commissi delicti e della misura cautelare reale.

  • Sentenza Sezioni Unite n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade, Rv.281848)

    "Il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del periculum in mora..."

    Principio che impone una motivazione concisa e specifica sul periculum in mora quando si sequestrano beni destinati alla confisca; la sola natura fungibile del bene non è di per sé sufficiente senza elementi concreti del rischio di dispersione.

  • Sez. U. n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    Indica i limiti del sindacato di legittimità: la motivazione deve essere assente o priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza per configurare violazione di legge.

  • Sentenza della Corte di Cassazione del 21/11/2023 (annullamento parziale)

    Ha annullato l'ordinanza del Tribunale del 29/06/2023 limitatamente alla motivazione sul periculum in mora, riaffermando l'obbligo di motivare adeguatamente tale profilo.

  • Corte costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai criteri per l'imposizione delle spese/ammende processuali e all'accertamento della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente l'irrogazione dell'ammenda in favore della Cassa delle Ammende a carico del ricorrente, come qui quantificata in C 3.000,00 per ragioni di inammissibilità.

Massime di principio

  • La mera natura fungibile del denaro non basta: per giustificare il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessaria una motivazione che colleghi il "periculum in mora" a elementi concreti (es. transnazionalità, canali di riciclaggio, ruolo operativo del soggetto nella rete criminale).
  • La partecipazione a un'associazione criminale con ruolo significativo (es. trasporto, riscossione, consegna dei proventi) può legittimare una inferenza sul rischio di dispersione dei profitti anche quando alcune condotte di reimpiego non sono direttamente attribuite al singolo indagato.
  • La discrepanza tra ingenti profitti illeciti accertati e la modesta capienza patrimoniale del soggetto è un elemento valutabile in concreto per sostenere il pericolo di dispersione e giustificare il sequestro per equivalente.
  • La cittadinanza o i contatti esteri del soggetto (es. contatti stabili in Paesi terzi) costituiscono fattori che aumentano la probabilità di dispersione dei proventi e possono essere valorizzati nella motivazione.
  • In Cassazione il sindacato è limitato a violazioni di legge: la motivazione del giudice deve risultare coerente, completa e ragionevole; vizi meramente valutativi o apprezzamenti di fatto difficilmente costituiscono motivo di annullamento.
  • Differenziare gli istituti: il rilievo della capienza patrimoniale ha una funzione diversa nel sequestro conservativo rispetto al sequestro finalizzato alla confisca; però nel secondo può essere argomento indiziario del rischio di dispersione.

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