Cassazione Penale, Sentenza n. 45211/2022 del 28/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario per errore di fatto avverso la pronuncia della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione della condanna di Pagani (Tribunale di Salerno, 8/7/2002, confermata in appello e Cassazione). Il ricorrente contestava plurimi presunti errori di fatto nella sentenza della Cassazione: 1) che la condanna non sarebbe stata per falsificazione (art. 453 c.p.) ma per messa in circolazione di certificati di credito del Tesoro (artt. 455 e 458 c.p.); 2) che Pagani non avrebbe confessato la ricezione consapevole di titoli falsi; 3) che i titoli non sarebbero stati ricevuti per pagare i coniugi Strangio; 4) che l'accertamento che il verbale dell'ufficiale giudiziario Liliane Mathis fosse prodotto in copia e non in originale non sarebbe stato opera dell'esperto dott. Rende ma era emerso in altra fase difensiva; 5) che in sede di ricorso per cassazione era stata invece contestata l'affermazione dei giudici di merito che il verbale fosse versato in originale e in traduzione asseverata. Inoltre si invocava la necessità di acquisire l'incarto processuale del giudizio di revisione per ragioni di tutela CEDU (artt. 6 e 13) e Carta UE (art. 47).
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il controllo di legittimità sul ricorso per errore di fatto è limitato alla verifica di evidenti errori di percezione di dati oggettivi e non alla rianalisi del materiale probatorio o all'acquisizione dell'incarto di revisione. La Corte ha ritenuto manifestamente infondate le deduzioni del ricorrente: la Cassazione non aveva equivocato sulla natura del reato (era consapevole che la condanna era per messa in circolazione, non per falsificazione), non aveva frainteso le difese (il nucleo difensivo era l'assenza di consapevolezza della falsità), e le contestazioni circa l'origine dell'accertamento relativo al verbale e sulla mancata contestazione in Cassazione non erano dimostrate come decisive. Anche se una motivazione fosse venuta meno, non avrebbe reso inefficaci le altre ragioni di inammissibilità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 453 cod. pen. (falsificazione di titoli)
Richiamata nella discussione difensiva: la Corte ha osservato che il ricorrente non è stato condannato per falsificazione (art. 453), ma ha chiarito di essere consapevole di ciò, quindi la norma non si applicava alla fattispecie oggetto di revisione
artt. 455 e 458 cod. pen. (messa in circolazione di titoli)
Norme che disciplinano il reato per il quale Pagani è stato condannato; la Corte ha confermato di avere considerato correttamente la natura della fattispecie come messa in circolazione di titoli falsi
art. 6 CEDU (diritto a un giusto processo)
Invocato dal ricorrente per giustificare l'acquisizione dell'incarto di revisione; la Corte ha ritenuto che, per il controllo limitato tipico del ricorso per errore di fatto, non fosse necessaria tale acquisizione e che non sussistesse violazione degli artt. 6 e 13 CEDU sui presupposti indicati
art. 13 CEDU (ricorso effettivo)
Richiamato insieme all'art. 6; la Corte ha valutato che le ragioni addotte non imponevano l'accesso agli atti del giudizio di revisione per salvaguardare il diritto a un rimedio effettivo
art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Invocato quale tutela del diritto a un ricorso effettivo e a un processo equo; la Corte ha ritenuto irrilevante l'acquisizione dell'incarto di revisione alla luce del limite di ragionevolezza del controllo di legittimità qui esercitato
Ricorso straordinario per errore di fatto (regole processuali e giurisprudenza)
La Corte ha ribadito che il sindacato in sede di ricorso per errore di fatto è ristretto all'accertamento di errori di mera percezione di dati oggettivi e non alla riconsiderazione della valutazione delle prove o all'accesso generalizzato agli atti di merito o di revisione
Massime di principio
- Il ricorso per errore di fatto davanti alla Corte di cassazione è soggetto a un sindacato molto limitato: va dimostrata un'errata percezione evidente di dati oggettivi, non una diversa valutazione delle prove.
- Per ottenere la revisione basata su una presunta falsità documentale (es. documento prodotto in copia e non in originale) occorre provare la novità e la decisività dell'elemento nuovo; perizie che potevano essere richieste nel giudizio di cognizione rischiano di essere ritenute non nuove e quindi inammissibili.
- Le questioni relative all'accesso a documenti processuali per motivi di tutela CEDU/Cartadi UE richiedono di dimostrare che l'acquisizione sia indispensabile e rilevante rispetto al limitato oggetto del sindacato di legittimità; la mera invocazione dei principi non comporta automaticamente l'acquisizione degli atti.
- Anche se si individua un errore in una motivazione della sentenza impugnata, occorre dimostrare che quell'errore abbia efficacia decisiva sull'esito: l'assenza di decisività rende l'errore irrilevante ai fini dell'ammissibilità del ricorso.
- Il rigetto del ricorso può comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie; pertanto chi propone ricorsi straordinari deve valutare attentamente la solidità delle censure e la loro incisività rispetto ai criteri di ammissibilità.
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