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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28286/2025 del 24/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (convenuto)

La controversia

La controversia ha riguardato l'accertamento dell'intervenuta usucapione di un terreno in Comune di Garda. In primo grado la domanda era stata accolta in contumacia del convenuto; la Corte d'appello aveva poi dichiarato la nullità della decisione di primo grado per violazione del termine di comparizione e, rinnovata l'istruttoria, aveva nuovamente accolto la domanda di usucapione. Il soccombente ha proposto ricorso per cassazione deducendo un unico motivo di violazione o falsa applicazione degli artt. 1141 e 1158 c.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente ritenuto integrati i presupposti del possesso utile all'usucapione. In particolare, il ricorrente contestava che la Corte d'appello avesse ritenuto irrilevante la presenza di un varco nella recinzione del fondo, quando invece tale circostanza avrebbe dovuto essere valutata per verificare se il proprietario avesse mantenuto una relazione materiale con il bene, escludendo così il possesso esclusivo uti dominus in capo alla controparte. La resistente ha svolto controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto erroneo il ragionamento della Corte d'appello nella parte in cui aveva considerato la presenza di un varco nella recinzione come circostanza ininfluente, rilevando invece che, in una domanda petitoria di usucapione, tale dato può incidere sia sulla prova del possesso esclusivo uti dominus sia sulla verifica dell'eventuale interruzione del possesso. La sentenza impugnata è stata quindi cassata e la causa rinviata alla Corte di appello di Venezia in differente composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità, affinché proceda a un nuovo esame dei fatti valutando specificamente l'esistenza e l'utilizzazione del varco nella recinzione.

Norme richiamate

  • art. 1141 c.c.

    Richiamato come norma sulla qualificazione del possesso, per censurare l'erronea valutazione dei presupposti del possesso utile all'usucapione.

  • art. 1158 c.c.

    Richiamato come norma sull'usucapione ventennale, la cui prova richiede il possesso continuato, pubblico ed esclusivo uti dominus.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Norma di legittimità invocata per denunciare violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 163 bis, primo comma, c.p.c.

    Citato solo per la precedente declaratoria di nullità della sentenza di primo grado per mancato rispetto del termine di comparizione.

  • art. 380 bis c.p.c.

    Richiamato per il procedimento camerale e la proposta di decisione accelerata.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Citato nel passaggio relativo all'assenza di incompatibilità del consigliere relatore/proponente nella definizione camerale.

  • art. 1 del Protocollo Addizionale n. 1 alla CEDU

    Richiamato per affermare la necessità di un particolare rigore nell'accertamento dei presupposti dell'usucapione, in ragione del bilanciamento con il precedente titolo dominicale.

Massime di principio

  • In tema di usucapione, chi invoca l'acquisto a titolo originario della proprietà deve provare in modo rigoroso il possesso continuato, pubblico, indisturbato ed esclusivo uti dominus per il tempo previsto dalla legge.
  • Nel giudizio petitorio di usucapione, ogni circostanza che possa indicare la permanenza di una relazione del proprietario con il bene, come la presenza e l'uso di un varco nella recinzione, non può essere trattata come irrilevante, ma deve essere valutata ai fini della stessa configurabilità del possesso esclusivo.
  • L'accertamento dei presupposti dell'usucapione richiede un apprezzamento probatorio particolarmente rigoroso, secondo un criterio di preponderanza dell'evidenza, in considerazione della compressione del diritto di proprietà preesistente.
  • La prova dell'interruzione del possesso non può essere confusa con la prova della sua esistenza: il giudice deve prima verificare se il possesso ad usucapionem sia realmente sorto e si sia mantenuto in forma esclusiva.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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