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Parere

Parere n. 1387/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, proposto con deposito diretto ex art. 11, d.P.R. n. 1199/1971, dalla Mer Mec s.p.a., in persona del l.r.p.t. signora Palma Rosa Angelillo, contro la Città Metropolitana di Bari e il Comune di Monopoli e nei confronti della società Acquedotto Pugliese s.p.a. per l’annullamento in parte qua: a) della determina adottata dalla Città Metropolitana di Bari n. 1727 del 1° aprile 2020, trasmessa con nota prot. n. 43204 del 29 maggio 2020, conosciuta a seguito di trasmissione da parte dell'ufficio SUAP di Monopoli con pec del 22 giugno 2020, prot. n. 35240, nella parte in cui ha adottato un provvedimento di Autorizzazione Unica Ambientale non comprensivo di autorizzazione allo scarico fognario delle acque reflue urbane, nonostante l'istanza da essa presentata; b) della medesima nota inviata via pec dall'ufficio SUAP del Comune di Monopoli del 22 giugno 2020, prot. n. 35240, nella parte in cui, nel trasmettere il provvedimento della Città Metropolitana, non ha provveduto a rilasciare l'AUA comprensiva di tutte le domande presentate; c) di ogni ulteriore atto presupposto, connesso o conseguente, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202001113

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’avvenuta trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale rendesse improcedibile il ricorso straordinario. L’istanza cautelare è stata dichiarata assorbita. Il merito delle censure non è stato esaminato in sede consultiva, poiché la controversia era stata trasferita al giudice amministrativo e definita con sentenza.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione di un’Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dalla Città Metropolitana di Bari e della relativa trasmissione del SUAP di Monopoli, nella parte in cui non comprendevano l’autorizzazione allo scarico fognario delle acque reflue urbane.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

La società ricorrente ha impugnato, con istanza cautelare, gli atti relativi al rilascio dell’AUA, deducendo la violazione del d.P.R. n. 59/2013, dei principi di economicità ed efficacia dell’azione amministrativa di cui all’art. 1 della l. n. 241/1990, dell’obbligo di motivazione previsto dall’art. 3 della medesima legge e l’errata applicazione del d.P.R. n. 59/2013 da parte del SUAP. Nel corso dell’istruttoria è emerso che, a seguito dell’opposizione proposta ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, il ricorso è stato trasposto e riassunto davanti al TAR Puglia – Bari, dove è stato definito con sentenza di accoglimento n. 1499/2020 del 25 novembre 2020.

Osservazioni

Trasposizione del ricorso straordinario

A seguito dell’opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 e della riassunzione davanti al TAR Puglia – Bari, il ricorso straordinario non può più essere deciso nel merito e deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione.

Istanza cautelare

L’istanza cautelare è assorbita dalla dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario.

Norme richiamate

  • art. 10 d.P.R. n. 1199/1971

    L’opposizione al ricorso straordinario determina la trasposizione della controversia nella sede giurisdizionale amministrativa, con conseguente improcedibilità del procedimento consultivo.

  • art. 11 d.P.R. n. 1199/1971

    La disposizione è richiamata in relazione al deposito diretto del ricorso straordinario presso il Consiglio di Stato.

  • d.P.R. n. 59/2013

    È indicato dalla ricorrente quale parametro normativo asseritamente violato nel rilascio dell’AUA e nella mancata inclusione dell’autorizzazione allo scarico; il Consiglio di Stato non ne esamina il merito.

  • art. 1 l. n. 241/1990

    È richiamato dalla ricorrente con riferimento ai principi di economicità ed efficacia dell’azione amministrativa; la relativa censura non viene esaminata per l’improcedibilità.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    È richiamato quale fondamento dell’obbligo di motivazione contestato dalla ricorrente; il merito della censura non viene esaminato.

Massime di principio

  • Quando un ricorso straordinario è oggetto di opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971 e viene trasposto e riassunto davanti al giudice amministrativo, il procedimento consultivo deve essere dichiarato improcedibile per trasposizione.
  • L’avvenuta trasposizione rende assorbita l’istanza cautelare proposta nell’ambito del ricorso straordinario, non essendo più necessario esaminarla nella sede consultiva.

Improcedibilità del ricorso straordinario per trasposizione in sede giurisdizionale

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una società contro la Città Metropolitana di Bari e il Comune di Monopoli, con coinvolgimento di Acquedotto Pugliese s.p.a. La controversia concerneva il rilascio di un’Autorizzazione Unica Ambientale non comprensiva dell’autorizzazione allo scarico fognario delle acque reflue urbane.

Atti impugnati e censure

La ricorrente aveva impugnato la determina della Città Metropolitana di Bari e la nota del SUAP del Comune di Monopoli, lamentando, in particolare:

  • la violazione del d.P.R. n. 59/2013;
  • la violazione dei principi di economicità ed efficacia dell’azione amministrativa di cui all’art. 1 della l. n. 241/1990;
  • l’assenza di motivazione, in violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990, sul mancato rilascio dell’autorizzazione allo scarico insieme all’AUA;
  • l’errata applicazione del d.P.R. n. 59/2013 da parte del SUAP.

Il ricorso era accompagnato da un’istanza cautelare di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati.

Sviluppo del procedimento

Il ricorso era stato depositato direttamente presso il Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 11 del d.P.R. n. 1199/1971. Nel corso dell’istruttoria, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha trasmesso la relazione prevista dalla legge e la comunicazione del difensore della società ricorrente.

Da tale documentazione è emerso che, a seguito dell’opposizione al ricorso straordinario proposta ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 1199/1971, il ricorso era stato trasposto e riassunto davanti al TAR Puglia – Bari, Sezione II. Il giudizio giurisdizionale era stato definito con sentenza di accoglimento n. 1499/2020 del 25 novembre 2020.

Valutazione del Consiglio di Stato

La Sezione ha rilevato che l’avvenuta trasposizione del ricorso nella sede giurisdizionale amministrativa impediva la prosecuzione del procedimento consultivo e l’esame nel merito delle censure formulate dalla ricorrente.

Il ricorso straordinario è stato quindi dichiarato improcedibile per trasposizione. L’istanza cautelare è stata assorbita, non essendovi più luogo a una sua autonoma trattazione nella sede consultiva.

Conclusione

Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso straordinario debba essere dichiarato improcedibile per trasposizione, con assorbimento dell’istanza cautelare. Il parere non contiene una valutazione sostanziale sulla legittimità dell’AUA, sulla mancata autorizzazione allo scarico o sulle censure relative alla motivazione e all’applicazione del d.P.R. n. 59/2013.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliMotivazione del provvedimento
RamiProcesso amministrativoAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelarePartecipazione procedimentale

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