Sentenza n. 2668/2026 - Napoli, Sezione 3
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Napoli, Sez. X, n. 5545/2020 resa nel procedimento RG n. 23334/2016 e pubblicata in data 26 agosto 2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza civile di condanna al pagamento di somme
Esito
La controversia
La società ricorrente e il difensore, quale procuratore antistatario, hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Napoli n. 5545/2020. Il giudizio era stato sospeso in ragione della procedura di riequilibrio finanziario del Comune, ai sensi dell'art. 243-bis, comma 4, d.lgs. 267/2000. A seguito della riassunzione, il Comune ha dedotto la cessata materia del contendere, rappresentando che la sorte capitale era stata definita mediante compensazione tra i crediti della società e i debiti della medesima verso il Comune e che le competenze legali spettanti al difensore antistatario erano state integralmente pagate. La società ha inizialmente contestato la sufficiente determinatezza della compensazione quanto alla sorte capitale, prospettando la possibile esistenza di un residuo credito, ma ha poi dichiarato in camera di consiglio di aderire alla richiesta di declaratoria di cessata materia del contendere. Ha inoltre riconosciuto l'avvenuto pagamento delle competenze legali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo pienamente soddisfatta la pretesa azionata. La decisione si fonda sulla documentazione in atti relativa alla compensazione dei crediti della società con i debiti verso il Comune e al pagamento delle somme dovute al difensore quale avvocato antistatario, nonché sulla dichiarazione espressa della parte ricorrente di aderire alla declaratoria. Le spese di lite sono state integralmente compensate per giusti motivi di equità, tenuto conto dell'esito del giudizio e dell'accordo delle parti.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa della parte ricorrente risulta pienamente soddisfatta nel corso del giudizio.
art. 79, comma 1, c.p.a.
Richiamato, unitamente all'art. 243-bis, comma 4, d.lgs. 267/2000, quale fondamento della sospensione del giudizio.
art. 80, comma 1, c.p.a.
Richiamato per la prosecuzione del giudizio sospeso mediante istanza di fissazione dell'udienza entro il termine previsto.
art. 243-bis, comma 4, d.lgs. 267/2000
La mera adozione della delibera consiliare di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario determina effetti sospensivi sulle procedure esecutive, secondo quanto riportato nell'ordinanza di sospensione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del processo, la pretesa risultante dal giudicato sia integralmente soddisfatta mediante pagamento, compensazione o altra modalità documentata, e tale soddisfazione sia riconosciuta dalla parte ricorrente.
- La dichiarazione della parte ricorrente di aderire alla cessazione della materia del contendere, unitamente alla documentazione attestante l'integrale soddisfazione della pretesa, consente al giudice di definire il giudizio ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- Nell'ottemperanza relativa a un giudicato di condanna pecuniaria, il pagamento delle competenze liquidate in favore del difensore antistatario soddisfa la relativa componente della pretesa esecutiva, distinta dalla sorte capitale dovuta alla parte.
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