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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3130/2022 del 27/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva parzialmente confermato il sequestro preventivo disposto dal GUP. Le censure principali riguardano: omissione di autonoma valutazione degli elementi e delle memorie difensive (art. 309 c.p.p. e art. 606 c.p.p.); carenza di motivazione rispetto alle sentenze tributarie di annullamento degli avvisi e ai provvedimenti di sgravio; errata applicazione della normativa penale tributaria (D.Lgs. 74/2000) con contestata inesistenza dell'elemento soggettivo del reato per le condotte in qualità di rappresentante di società di persone; violazioni procedurali e di termini (presunta tardività dell'ordinanza del riesame rispetto ai termini di 10 giorni ex art. 311 c.p.p. e art. 324 c.p.p.); nullità o inutilizzabilità di atti della Guardia di Finanza e mancata valutazione delle prove di pagamento e della posizione dei presunti soggetti emittenti le fatture.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi al termine per la decisione (art. 311 c.p.p. applicabile solo alle misure personali) e alle questioni formali sul decorso dei termini. Tuttavia ha accolto i motivi principali riguardanti la carenza motivazionale e la mancata autonoma valutazione degli elementi forniti dalla difesa: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro del tribunale di Reggio Emilia del 29/10/2020, disponendo la restituzione delle cose sequestrate agli aventi diritto e ordinando comunicazione del dispositivo al P.G.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p.

    Norma sulle doglianze di cassazione relative a vizi di motivazione e di diritto; utilizzata dai ricorrenti per delineare i vizi di motivazione e di applicazione della legge processuale

  • art. 309 c.p.p. comma 9 e 9-bis e comma 10

    Stabilisce l'obbligo del tribunale del riesame di annullare il provvedimento impugnato se manca la motivazione o l'autonoma valutazione degli elementi e degli atti difensivi; la Corte ha richiamato tale principio quale parametro per valutare la motivazione del GUP e del tribunale del riesame

  • art. 311 c.p.p. comma 5-bis

    Previsto termine perentorio di 10 giorni per il riesame nelle ipotesi di annullamento con rinvio da parte della Cassazione, ma la Corte ha precisato che tale disposizione si applica alle misure personali e non alle misure reali

  • art. 324 c.p.p.

    Regola il riesame sulle misure reali; la Corte ha ricordato il rinvio ad alcune disposizioni dell'art. 309 e l'applicabilità delle regole ordinarie del riesame reale

  • art. 292 c.p.p.

    Principi sulla motivazione delle ordinanze cautelari: richiesta di autonoma valutazione degli elementi decisivi; richiamato per esigere motivazione non meramente formale

  • D.Lgs. 74/2000 art. 1 lett. e) e art. 2

    Norme che definiscono i reati tributari e il relativo profitto e l'elemento soggettivo (dolo specifico di evadere le imposte); discusse in ordine alla rilevanza del fine dell'agente e alla possibilità di configurare il reato in relazione a società di persone vs società di capitali

  • art. 185 c.p.p.

    Norma richiamata in relazione all'avviso sulla facoltà di nominare difensore e alla presunta inutilizzabilità di atti di polizia giudiziaria; i ricorrenti lamentavano nullità e inutilizzabilità del PVC per mancato avviso

  • art. 619 c.p.p.

    Richiesto come parametro per la motivazione della decisione della Corte nell'ambito del riesame; citato in relazione alla portata della motivazione

  • artt. 114 disp. att., 220 disp. att., 178, 45, 125, 192 c.p.p., art. 405 c.p.p. e altre norme processuali

    Richiamate dai ricorrenti in ordine a presunte nullità, inutilizzabilità e difetti procedurali (acquisizione tardiva di atti, vincoli procedurali, necessità di valutazione delle eccezioni). La Corte ha esaminato queste censure ma ha focalizzato la decisione sulla carenza motivazionale.

Massime di principio

  • In sede di riesame di misure reali il tribunale deve svolgere un'autonoma e concreta valutazione degli elementi a fondamento del provvedimento e degli argomenti difensivi: la mancanza di tale valutazione determina l'annullamento del provvedimento.
  • I termini perentori introdotti per il riesame delle misure personali (art. 311 c.p.p. comma 5-bis) non si estendono automaticamente alle misure reali; il procedimento di riesame reale segue regole differenti e il termine di 10 giorni non è applicabile nello stesso modo.
  • La semplice richiamata agli atti di polizia giudiziaria o l'uso di formule indiziarie prive di spiegazione non supplisce all'obbligo del giudice di motivare perché quegli elementi costituiscono fumus del reato; il giudice non può colmare una lacuna motivazionale creando ex novo una motivazione che il provvedimento originario non possiede.
  • Le pronunce amministrative o tributarie che annullino avvisi d'accertamento sono elementi rilevanti ma non determinano automaticamente l'impossibilità di sequestro: il giudice deve valutare il rapporto tra l'esito tributario e la sussistenza del profitto del reato alla luce della normativa penale tributaria.
  • Le eccezioni di nullità o inutilizzabilità di atti di P.G. (es. PVC) devono essere specificamente esaminate e motivate; non è sufficiente un richiamo generico alla esistenza di nullità per rendere inammissibili tutti gli atti derivati senza un concreto e motivato esame.
  • Quanto alla responsabilità per reati tributari, va verificato con attenzione l'elemento soggettivo richiesto dalla norma (dolo specifico di evadere): l'operare come rappresentante di una societa' di persone richiede una valutazione distinta rispetto ai comportamenti finalizzati all'evasione personale.

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