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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37729/2023 del 14/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catania che aveva confermato la condanna per lesioni personali aggravate dall'uso di un'arma (un bastone). Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della causa di giustificazione della legittima difesa, sostenendo la preferibilità della sua versione rispetto a quella della persona offesa e richiamando il referto medico che attestava lesioni anche in capo all'imputato come prova della fondatezza della sua ricostruzione difensiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha confermato il principio secondo cui la sentenza di appello integra la motivazione di primo grado quando le valutazioni probatorie sono concordi, e ha ribadito che la mera presenza di lesioni reciproche non comporta automaticamente il riconoscimento della legittima difesa. La motivazione di merito è stata ritenuta congrua: emersa una lite per questioni di vicinato, l'imputato ha ammesso di aver usato un bastone lungo 110 cm per colpire la parte offesa, la quale è stata raggiunta più volte e le lesioni riscontrate corrispondono alla sua versione. Il motivo di ricorso è considerato un tentativo non consentito di riconsiderare la credibilità e la valutazione del materiale probatorio. Conseguentemente la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p., e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate in complessivi euro 3000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen. (legittima difesa)

    La Corte ha interpretato la norma nel senso che la sussistenza della legittima difesa non può essere desunta automaticamente da lesioni reciproche: se le parti si sono abbandonate a aggressioni reciproche la causa di giustificazione non trova applicazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per dichiarare l'inammissibilità del ricorso e per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non escludendo profili di colpa nella formulazione del ricorso, al versamento di una somma a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • La legittima difesa richiede una valutazione concreta di necessità, proporzionalità e immediata attualità dell'offesa: lesioni reciproche non bastano a provarla automaticamente.
  • I referti medici che attestano lesioni ad entrambe le parti possono essere compatibili con una colluttazione; non costituiscono di per sé prova sufficiente della legittima difesa dell'una o dell'altra parte.
  • In Cassazione non è consentita una rilettura estensiva dei fatti o una nuova valutazione della credibilità delle parti, salvo che emergano profili di manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito.
  • I motivi di ricorso devono essere specifici e ben motivati: censure generiche o indeterminate sono inammissibili.
  • La proposizione di ricorsi infondati o formulati con colpa può comportare sanzioni economiche (spese processuali e pagamento alla Cassa delle ammende) nonché l'obbligo di rifondere le spese della controparte.

Testo integrale

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