Sentenza n. 6652/2026 - Roma, Sezione 3B
per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1006/2025 pubbl. il 28/01/2025, emessa dal Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, al termine del procedimento recante RG n. 30938/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per l'anno scolastico 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente scolastico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Roma, Sezione Lavoro, con la quale era stato accertato il suo diritto al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, per l'anno scolastico 2023/2024 e per il valore nominale di 500 euro, con condanna del Ministero all'attribuzione della Carta docente, oltre interessi o rivalutazione. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del titolo giudiziale anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva dimostrato l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal giudicato né giustificato la propria inerzia. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il compito di eseguire il giudicato entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta del ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 300 euro, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio di ottemperanza.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di inerzia dell'Amministrazione, un commissario ad acta.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
È la norma sostanziale posta a fondamento del diritto alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
art. 22, comma 36, legge n. 724/1994
È richiamata dal titolo giudiziale quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione del beneficio.
D.M. 55/2014
È stato utilizzato come parametro per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, tenuto conto della natura essenzialmente esecutiva del giudizio e dell'impegno difensionale concretamente richiesto.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'Amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento degli obblighi derivanti dal giudicato e non fornisce giustificazioni della propria inerzia, il ricorso deve essere accolto e deve essere ordinata l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato dal giudice.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche individuandolo in un dirigente dell'Amministrazione competente per materia, affinché provveda all'esecuzione del giudicato dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione e previa richiesta della parte interessata.
- La mancata esecuzione di una sentenza notificata in forma esecutiva integra una situazione di inerzia dell'Amministrazione rilevante ai fini dell'ottemperanza quando l'Amministrazione non deduca né provi l'adempimento degli obblighi giudizialmente accertati.
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