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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24211/2023 del 06/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Franconetti chiedeva la riparazione per ingiusta detenzione subita dall'11 novembre 2008 al 5 maggio 2009 (carcere fino al 14/03/2009, poi arresti domiciliari) per reati connessi a stupefacenti (DPR 309/1990 artt. 73 e 74). Era stato assolto con formula "perché il fatto non sussiste" (art. 530 c.p.p.) e la sentenza fu confermata in Appello. Il giudice della riparazione aveva però rigettato l'istanza ritenendo che Franconetti avesse dato causa, per colpa grave, alla sua detenzione: le intercettazioni e i riscontri mostravano acquisti e consegne di cocaina con il coimputato Bruno Evangelista, e il ricorrente aveva fornito chiarimenti giudicati evasivi (liquidando i rapporti come "di lavoro" e di vicinato), non spiegando adeguatamente le frequentazioni e causando così l'erroneo convincimento degli organi inquirenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua la motivazione del giudice della riparazione, che aveva valutato il materiale intercettivo e i riscontri per stabilire, con giudizio ex ante autonomo rispetto al merito penale, che il comportamento imprudente/ambivalente del ricorrente aveva concorso a creare la falsa apparenza di illiceità. Per legge il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; non è stata liquidata la richiesta di spese dal Ministero, poiché la memoria dell'Avvocatura non si era effettivamente confrontata con i motivi di impugnazione.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73

    Norma del testo unico in materia di stupefacenti relativa ai reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope; nell'ambito del procedimento ha costituito il capo d'imputazione originario.

  • DPR 309/1990, art. 74

    Disposizioni connesse al testo unico sugli stupefacenti (circostanze e profili di illecito correlati alle contestazioni), richiamata per descrivere i reati contestati al ricorrente.

  • Codice di Procedura Penale, art. 530, primo comma

    Prevede l'assoluzione con la formula "perché il fatto non sussiste"; il ricorrente era stato assolto con questa formula in primo grado, e la sentenza era stata confermata in Appello.

  • Codice di Procedura Penale, art. 606, comma 1, lett. b)

    Individua, tra i motivi di ricorso per cassazione, la violazione di legge; su tale base il ricorrente ha dedotto la presunta errata applicazione dell'art. 314 c.p.p. nella valutazione della colpa grave.

  • Codice di Procedura Penale, art. 314

    Richiamato in relazione ai presupposti per la riparazione per ingiusta detenzione e alla valutazione della sussistenza della colpa grave: l'articolo è evocato come riferimento normativo alla materia della riparazione e della relativa valutazione di responsabilità del detenuto nel causare la detenzione.

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione valuta ex ante, con motivazione autonoma rispetto al processo penale, se il comportamento del detenuto abbia creato la falsa apparenza di colpevolezza che ha determinato la misura: non si tratta di riemettere il giudizio di merito sulla responsabilità penale, ma di accertare la causalità tra comportamento e ingiusta detenzione.
  • Frequentazioni ambigue o rapporti con persone coinvolte in traffici illeciti possono integrare, se adeguatamente motivate dal giudice, indizi di complicità idonei a configurare colpa grave e quindi a escludere la riparazione.
  • Le risultanze probatorie provenienti dal processo cautelare o penale (intercettazioni, riscontri documentali) possono essere valutate nel giudizio di riparazione quando servono a stabilire se il richiedente abbia contribuito, per dolo o colpa grave, a determinare la misura restrittiva.
  • Dichiarazioni evasive, contraddittorie o che non chiariscono rapporti chiave con soggetti sospetti possono rafforzare la conclusione di colpa grave: il richiedente ha interesse a fornire spiegazioni credibili e documentabili sulle proprie frequentazioni e attività.
  • Per aumentare le possibilità di ottenere la riparazione, è utile provare concretamente l'assenza di collegamenti rilevanti con soggetti coinvolti in illeciti e dimostrare che gli elementi raccolti non erano riconducibili alla sua condotta in modo da creare l'apparenza di reato.
  • In vista delle spese processuali, lo Stato resistente può non ottenere la liquidazione delle spese se la sua difesa in Cassazione non si confronta nel merito con i motivi di ricorso; viceversa, il ricorrente può essere condannato alle spese quando il ricorso è infondato.

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