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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04954/2025 del 25/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (danneggiato)

La controversia

Una proprietaria di abitazione aveva convenuto davanti al Tribunale regionale delle acque pubbliche la Regione e il Comune chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal piano terra, dal seminterrato, dal garage, dal giardino e dai beni mobili dell’abitazione, a seguito dell’esondazione dell’alveo "Trave" avvenuta dopo una pioggia intensa. Secondo la prospettazione attorea, l’esondazione sarebbe dipesa dall’ostruzione della griglia posta all’inizio del tratto coperto del corso d’acqua, causata da immondizia, sterpaglia e rifiuti, nonché dalla presenza di un manufatto in cemento destinato a incanalare le acque e non adeguatamente mantenuto. Il Tribunale regionale delle acque pubbliche aveva declinato la competenza in favore del Tribunale ordinario, ritenendo che il tratto interessato fosse un canale di raccolta di acque meteoriche e nere non rientrante nella nozione di acque pubbliche. Con il regolamento di competenza la ricorrente ha dedotto violazione dell’art. 140, lett. e), r.d. 1775/1933, sostenendo che la causa rientrasse nella competenza del giudice specializzato perché il danno era stato provocato da un’opera idraulica e dalla sua mancata manutenzione.

La decisione

La Corte ha accolto il regolamento di competenza, cassando l’ordinanza del Tribunale regionale delle acque pubbliche che aveva dichiarato la propria incompetenza. Applicando il principio di diritto affermato di recente dalle Sezioni Unite, ha ritenuto che siano devolute alla competenza del TRAP tutte le domande, comunque motivate, rivolte contro il proprietario o gestore di un’opera idraulica e finalizzate al risarcimento del danno causato dal modo in cui l’opera è stata realizzata, gestita o mantenuta. Poiché la domanda era stata prospettata come fondata sulla cattiva manutenzione delle opere di regimentazione dell’alveo e sull’ostruzione della griglia, la competenza è stata riconosciuta al Tribunale regionale delle acque pubbliche di Napoli. Le spese del regolamento sono state compensate per le oscillazioni giurisprudenziali sulla questione.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    è stato invocato come vizio di violazione di legge per censurare la declinatoria di competenza

  • art. 140, lettera e), r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    deve essere interpretato nel senso che attraggono la competenza del Tribunale regionale delle acque tutte le domande risarcitorie, comunque formulate, contro proprietario o gestore di un’opera idraulica, quando il danno sia causato dal modo in cui l’opera è stata realizzata, gestita o mantenuta

  • art. 1, r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    richiamato dal giudice di merito per escludere la demanialità delle acque, ma tale impostazione è stata superata ai fini della competenza dalla diversa ricostruzione dell’art. 140, lett. e)

  • art. 92 c.p.c.

    non espressamente citato nel testo, ma la compensazione delle spese è stata disposta in ragione delle oscillazioni giurisprudenziali; il riferimento normativo non è ricavabile con certezza dal solo testo

Massime di principio

  • La competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche sussiste ogniqualvolta la domanda risarcitoria, comunque qualificata, imputi il danno al modo in cui un’opera idraulica è stata realizzata, gestita o mantenuta.
  • Ai fini dell’art. 140, lett. e), r.d. 1775/1933 non è necessario che vi sia un previo provvedimento amministrativo, né che la condotta della pubblica amministrazione sia commissiva, né che il danno sia connesso all’attività istituzionale dell’ente.
  • La competenza specializzata si radica anche quando il pregiudizio derivi dalla mancata o insufficiente manutenzione dell’opera idraulica, essendo sufficiente che il danno sia causalmente riferito all’opera stessa.
  • La presenza di acque meteoriche o reflue convogliate nell’alveo costituisce, quando allegata come antecedente fattuale dell’esondazione, un dato che non esclude la competenza del giudice delle acque se la causa petendi è centrata sulla gestione dell’opera idraulica.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso civile
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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