Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10683/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Tribunale di Perugia (20/01/2021) per il reato di cui all'art. 385 c.p. a 5 mesi e 10 giorni. Con ricorso in Cassazione il difensore ha proposto tre motivi: (1) violazione dell'art. 178, comma 1, lett. c), c.p.p., deducendo che il ricorrente era stato espulso il 3/12/2021 e non poteva rientrare in tempo per esercitare il diritto di difesa in appello; (2) mancata considerazione, ai fini del fatto, che l'imputato si trovava insieme ad altra persona per aiutarla a far ripartire il mezzo nelle immediate adiacenze dell'abitazione; (3) errato diniego del riconoscimento della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis c.p., nonostante il Tribunale avesse concesso la sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e/o aspecificità. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che l'espulsione fosse stata sospesa dall'Autorità giudiziaria in tempo utile e ha richiamato l'art. 17 d.lgs. 286/1998 che consente allo straniero di rientrare temporaneamente per esercitare il diritto di difesa; sul secondo motivo ha affermato che, ai fini dell'integrazione del reato contestato, non rilevano la distanza dall'abitazione né le motivazioni soggettive dell'elusione delle prescrizioni; sul terzo motivo ha rilevato l'omessa confrontazione critica con le ragioni della Corte d'appello e ricordato che la sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.) non è incompatibile con il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versi la Cassa delle ammende la somma di euro 3.000 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto la doglianza generica e aspecifica rispetto alla motivazione dell'ordinanza collegiale; il richiamo alla norma non è sufficiente senza confrontarsi con la concreta motivazione che aveva già spiegato la sospensione dell'espulsione.

  • art. 17 d.lgs. 25 luglio 1998 n. 286 (Testo unico immigrazione)

    Interpretato come norma che attribuisce allo straniero la facoltà di rientrare temporaneamente in Italia per l'esercizio del diritto di difesa e che, tramite autorizzazione del Questore (anche per tramite diplomatico/consolare), permette il rientro per partecipare al giudizio o per compiere atti per i quali è necessaria la presenza.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte ha ritenuto il motivo generico e infondato: il ricorso non ha dimostrato in modo efficace che il fatto ricadesse nella particolare tenuità e non ha confutato le ragioni che il giudice d'appello ha addotto per il diniego.

  • art. 163 cod. pen.

    Richiamata per spiegare che il beneficio della sospensione condizionale della pena riguarda la pena concretamente irrogata e una prognosi favorevole di non recidiva; non coincide né impone automaticamente il riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Usato per giustificare la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende per l'inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza (Sez. 6, n. 15739 del 28/02/2018, Daja; Sez. 1, n. 25706 del 05/06/2008, Seck; Corte cost. n. 142/2006; Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015, Rapino; Sez. 2, n. 31861 del 28/09/2020, Muleta)

    Le pronunce richiamate sono utilizzate per consolidare i principi: l'espulsione non impedisce automaticamente il rientro autorizzato per difesa; la facoltà di rientro fugherebbe profili di incostituzionalità dell'espulsione immediata; per il reato in questione non rilevano la distanza dal luogo di detenzione domiciliare né le motivazioni soggettive; e la tenuità del fatto è distinta dalla concessione della sospensione della pena.

Massime di principio

  • L'espulsione di uno straniero, di per sé, non costituisce automaticamente un legittimo impedimento a partecipare a udienze penali: la normativa (art. 17 d.lgs. 286/1998) prevede la possibilità di autorizzazione al rientro per esercitare il diritto di difesa; chi contesta deve dimostrare l'impossibilità concreta e documentata di ottenere tale autorizzazione.
  • In Cassazione i motivi devono essere concreti, specifici e confrontarsi direttamente e criticamente con le ragioni della motivazione della corte distrettuale: argomentazioni generiche o aspecifiche sono dichiarate manifestamente infondate o inammissibili.
  • La concessione della sospensione condizionale della pena (art. 163 c.p.) non equivale automaticamente al riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); sono istituti distinti, con requisiti diversi.
  • Per i reati che contestano violazioni di prescrizioni relative alla detenzione domiciliare, la distanza dal luogo di detenzione o le ragioni soggettive per l'elusione delle prescrizioni non escludono automaticamente l'integrazione del reato: la giurisprudenza tende a non valorizzare tali circostanze come cause esimenti.
  • Chi impugna una decisione deve fornire elementi di fatto e diritto che mettano in luce la manifesta erroneità della valutazione del giudice di merito; l'assenza di questo confronto favorisce l'inammissibilità del ricorso e l'imposizione delle spese e sanzioni previste dall'art. 616 c.p.p.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.