Sentenza n. 11194/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma n. 6606/2023 pubblicata il 22/06/2023 RG n. 22992/2022 passata in giudicato
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, n. 6606/2023, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l’inadempimento del Ministero rispetto alla sentenza del Tribunale di Roma n. 6606/2023. Tale sentenza aveva accertato il diritto della docente a ottenere, mediante accreditamento sulla Carta elettronica del docente, la somma complessiva di euro 2.000,00 per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, condannando il Ministero a provvedere. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l’Amministrazione non aveva dimostrato né chiarito l’avvenuta esecuzione della sentenza passata in giudicato. Applicando i principi in tema di onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore, il giudice ha ritenuto fondata la pretesa della ricorrente. In sede di ottemperanza non sono più sindacabili i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato, sicché il Ministero è stato condannato a dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Per il caso di ulteriore inerzia, è stato nominato un Commissario ad acta, individuato nel direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, operativo per ulteriori 60 giorni dalla scadenza del termine assegnato all’Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800,00, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
La norma disciplina il giudizio di ottemperanza, nel quale il giudice amministrativo verifica l’adempimento dell’obbligo derivante dal giudicato e adotta le misure necessarie per assicurarne l’esecuzione.
art. 114 c.p.a.
Consente al giudice dell’ottemperanza di ordinare all’Amministrazione l’esecuzione del giudicato e di nominare, per il caso di ulteriore inerzia, un Commissario ad acta.
art. 24 Cost.
Richiamabile quale fondamento della tutela giurisdizionale effettiva, attuata attraverso l’esecuzione del giudicato; il testo non ne sviluppa tuttavia uno specifico esame.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, una volta accertata l’esistenza di un giudicato favorevole e allegato il suo mancato adempimento, l’Amministrazione deve fornire chiarimenti e indicazioni sull’avvenuta esecuzione; la mancata dimostrazione dell’adempimento conduce all’accoglimento della domanda quando il contenuto del titolo sia chiaro e attuale.
- Il giudice dell’ottemperanza non può rimettere in discussione i presupposti della pretesa sostanziale già riconosciuta dal giudicato, dovendo limitarsi ad assicurarne l’integrale esecuzione.
- L’ordine di esecuzione del giudicato può essere accompagnato dalla nomina preventiva di un Commissario ad acta, destinato a intervenire, previa richiesta dell’interessato, dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’Amministrazione.
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