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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8635/2020 del 07/05/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (conducente)

La controversia

Il ricorrente aveva proposto opposizione contro un verbale relativo alla violazione dell'art. 142, comma 8, del Codice della strada, per eccesso di velocità rilevato su una strada individuata dal Prefetto di Prato con decreto del 10 marzo 2003 ai fini del controllo a distanza. Il Giudice di pace di Prato aveva respinto l'opposizione e il Tribunale di Prato, con sentenza n. 578 del 10 maggio 2016, aveva confermato tale decisione. In appello il conducente aveva contestato la legittimità dell'accertamento mediante autovelox e della contestazione differita, sostenendo che la strada non possedesse le caratteristiche necessarie per essere qualificata come strada urbana di scorrimento. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 12 delle disposizioni preliminari al codice civile, degli artt. 2 e 3 del Codice della strada e dell'art. 4 del D.L. n. 121 del 2002, convertito dalla L. n. 168 del 2002. Ha censurato la conclusione del Tribunale secondo cui, ai fini della classificazione, sarebbero sufficienti le carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie, pur in mancanza della banchina pavimentata a destra, del marciapiede e delle aree di sosta; la corsia riservata ai mezzi pubblici e le intersezioni a raso semaforizzate, invece, sarebbero elementi eventuali.

La decisione

La Corte ha accolto l'unico motivo, cassato la sentenza del Tribunale di Prato e rinviato allo stesso Tribunale, in diversa composizione, perché riesamini l'opposizione applicando il principio secondo cui la banchina pavimentata a destra, il marciapiede e le aree o fasce laterali di sosta estranee alla carreggiata sono requisiti strutturali necessari della strada urbana di scorrimento; sono invece eventuali la corsia riservata ai mezzi pubblici e le intersezioni a raso semaforizzate. La Corte non ha deciso definitivamente la validità del verbale, rimessa al giudice del rinvio. A quest'ultimo è stata demandata anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 3, lett. d), D.Lgs. n. 285/1992

    Il dato testuale chiaramente circoscrive gli elementi “eventuali” alla corsia riservata ai mezzi pubblici ed alle intersezioni a raso semaforizzare, mentre impone la presenza della banchina pavimentata a destra, del marciapiede e delle aree di sosta, i quali costituiscono perciò elementi strutturali necessari della strada urbana di scorrimento, ovvero i requisiti minimi, anche ai fini della adozione del provvedimento amministrativo previsto dal D.L. n. 121 del 2002, art. 4.

    La definizione legislativa della strada urbana di scorrimento rende eventuali soltanto la corsia riservata ai mezzi pubblici e le intersezioni a raso semaforizzate; la banchina pavimentata a destra, il marciapiede e le aree di sosta sono requisiti strutturali necessari, anche per l'individuazione dei tratti sui quali può essere autorizzato il controllo a distanza.

  • art. 4, D.L. n. 121/2002, convertito dalla L. n. 168/2002

    Diversamente, come evidenziato già da Cassazione n. 7872/2011, nel rinviare alla previsione classificatoria contenuta nel C.d.S. il legislatore del 2002 ha vincolato la pubblica amministrazione ai criteri dettati dall’art. 2 C.d.S., comma 3, sicchè la questione controversa si” riduce” all’interpretazione della norma classificatoria per stabilire quali siano i requisiti strutturali indefettibili che il percorso stradale (nella sua interezza o in singoli tratti) deve presentare per poter essere sottoposto al controllo con sistema automatizzato, nel ricorso degli altri presupposti che il D.L. n. 121 del 2002, art. 4, affida alla valutazione della pubblica amministrazione.

    La facoltà di installare dispositivi di controllo a distanza sulle strade urbane individuate dal Prefetto presuppone che il percorso rispetti i criteri classificatori dell'art. 2, comma 3, del Codice della strada; la valutazione amministrativa degli ulteriori presupposti non consente di derogare ai requisiti strutturali richiesti per la categoria stradale.

Massime di principio

  • Per qualificare una strada come urbana di scorrimento ai fini dell'installazione o dell'utilizzo di dispositivi di controllo a distanza, devono sussistere i requisiti strutturali necessari indicati dall'art. 2, comma 3, lett. d), del Codice della strada: carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie, banchina pavimentata a destra, marciapiede e aree o fasce laterali di sosta estranee alla carreggiata.
  • Nella definizione della strada urbana di scorrimento, la corsia riservata ai mezzi pubblici e le intersezioni a raso semaforizzate sono elementi eventuali; non sono invece eventuali la banchina pavimentata a destra, il marciapiede e le aree di sosta.
  • Il potere del Prefetto di individuare strade o tratti nei quali ammettere il controllo a distanza non consente di prescindere dalla classificazione legislativa e dai relativi requisiti strutturali: la valutazione amministrativa riguarda gli ulteriori presupposti previsti dalla legge, non la sostituzione dei criteri classificatori.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione

Testo integrale

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