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Ordinanza

Ordinanza n. 1522/2026 - Catania, Sezione 2

per l’esecuzione della sentenza di questo Tribunale n. 1043/2010 in data 7 aprile 2010.

Giustizia amministrativa202400311

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata quantificazione e liquidazione del risarcimento dovuto in esecuzione della sentenza del TAR n. 1043/2010, con conseguente necessità di ammissione del credito al passivo del Comune

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha riassunto il giudizio di ottemperanza dopo la sentenza del CGARS n. 798/2023, chiedendo la determinazione dell'esatto ammontare del credito risarcitorio riconosciuto dalla sentenza del TAR n. 1043/2010 e la prescrizione degli adempimenti conseguenti all'ammissione del credito al passivo del Comune, dichiarato dissestato. La sentenza del 2010 aveva imposto di determinare il valore venale dell'immobile secondo i criteri ordinari di estimo, considerando i prezzi medi di mercato di aree omogenee, e di applicare rivalutazione monetaria e interessi. A seguito dell'inerzia comunale e dell'insediamento del commissario ad acta, era stata depositata una perizia di stima. Il TAR, con precedente ordinanza, aveva disposto una verificazione; la relazione depositata nel 2026 aveva stimato il credito complessivo in euro 399.710,77, sulla base di valori medi riferiti alle zone urbanistiche C1 e B3, ricavati anche da informazioni di un'agenzia immobiliare e da piattaforme online. Il ricorrente ha contestato la verificazione, deducendo l'inadeguatezza e la genericità delle fonti utilizzate, l'assenza di documentazione comprovante l'effettiva corrispondenza dei valori al mercato di Calatabiano alla data del 10 aprile 2001 e la mancata considerazione della deliberazione comunale sui valori delle aree fabbricabili ai fini IMU per l'anno 2012, elaborata con il supporto dell'Agenzia del Territorio. Ha quindi prospettato un diverso calcolo del credito, pari a euro 658.077,64, riferito alle zone B1 e C1.

La decisione

Il TAR non ha ancora quantificato definitivamente il credito e ha disposto un supplemento di verificazione, rinviando la causa all'udienza pubblica del 17 dicembre 2026. Il Collegio ha rilevato che le deliberazioni comunali sui valori venali delle aree fabbricabili ai fini IMU costituiscono presunzioni semplici, non vincolanti né incontrovertibili, e che il valore di mercato può essere ricavato da diverse fonti, senza gerarchia predeterminata, in relazione alle circostanze concrete. Tuttavia, il metodo sintetico-comparativo richiede un concreto giudizio di equivalenza con beni analoghi e un'indagine fondata su dati economici concreti, preferibilmente atti di trasferimento prossimi alla data di riferimento, pur potendo essere utilizzate anche ulteriori fonti qualificate. Nel caso esaminato, le informazioni dell'agenzia immobiliare erano prive di riferimenti puntuali agli atti o ai dati da cui erano stati ricavati i valori e risultavano qualificate dalla stessa agenzia come mera stima di massima. Inoltre, apparivano potenzialmente in contrasto con i valori accertati dal Comune, con il supporto dell'Agenzia del Territorio, ai fini IMU 2012. Il verificatore dovrà pertanto riesaminare la stima, verificando la compatibilità dei dati utilizzati con quelli della deliberazione comunale e acquisendo e allegando le fonti concrete richiamate dall'agenzia immobiliare. È stato assegnato il termine di novanta giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza. Le spese non sono state regolate nel provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 35 d.lgs. 80/1998

    La sentenza originaria l'ha utilizzato quale base normativa per la condanna del Comune al risarcimento del danno e per la determinazione dei criteri di liquidazione.

  • art. 59 c.p.a.

    Il testo richiama sostanzialmente il giudizio di ottemperanza nella sua natura mista di esecuzione e cognizione, ma non indica espressamente una specifica disposizione del codice.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza avente natura mista di esecuzione e cognizione, quando la quantificazione del credito sia necessaria per dare attuazione al giudicato, il giudice amministrativo deve procedere alla sua determinazione anche se l'amministrazione debitrice è stata dichiarata dissestata, ai fini della successiva ammissione del credito alla massa passiva.
  • La deliberazione comunale che individua valori venali di aree fabbricabili ai fini tributari costituisce una presunzione semplice e non determina in modo imperativo o incontrovertibile il valore di mercato dell'immobile; essa può essere utilizzata come elemento di valutazione, ma resta soggetta a verifica e prova contraria.
  • Il metodo sintetico-comparativo per la stima del valore venale presuppone un concreto giudizio di equivalenza tra il bene da stimare e beni analoghi, fondato su dati economici verificabili e riferiti, per quanto possibile, a operazioni prossime alla data di valutazione.
  • Le fonti utilizzabili per la stima del valore di mercato non sono soggette a un ordine gerarchico rigido; tuttavia, quando la stima si fonda su informazioni di operatori immobiliari o su dati online, il verificatore deve indicare e documentare le fonti puntuali e i dati concreti da cui i valori sono stati ricavati.
  • Una relazione di verificazione non è sufficiente a fondare la quantificazione giudiziale del credito quando i valori unitari risultino da una mera stima orientativa, priva dell'indicazione delle concrete fonti documentali e non adeguatamente confrontata con altri dati oggettivi disponibili.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaDanno da provvedimento illegittimo
RamiProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaIncompetenzaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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