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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7759/2025 del 26/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria del 24/09/2024 che aveva respinto l'appello cautelare contro l'ordinanza del Tribunale di Palmi (09/08/2024). Il ricorrente chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico) sulla base di elementi di novità: il licenziamento dal posto di lavoro (dipendente di terra della MCT presso il porto di Gioia Tauro) e la revoca dell'accesso ai porti da parte dell'Autorità di sistema portuale. Si censurava la presunta contraddittorietà e illogicità della motivazione del Tribunale di merito, la genericità sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari, l'apodittica asserzione del pericolo di inquinamento probatorio e di fuga e la valutazione negativa dell'incensuratezza del ricorrente.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto pienamente fondate e logicamente coerenti le argomentazioni del Tribunale di merito: dalla gravità e modalità delle condotte (traffico internazionale di ingenti partite di cocaina: 598 kg in un episodio e 300 kg in due ulteriori episodi) e dall'utilizzo della posizione professionale per l'esfiltrazione delle sostanze è emerso un quadro indiziario solido. Anche se il ricorrente è incensurato e gli è stato inibito l'accesso agli ambiti portuali, il Tribunale poteva ragionevolmente ritenere sussistente il pericolo di reiterazione dei reati sulla base della personalità del soggetto, dei rapporti stabili con la criminalità organizzata e del contesto; pertanto la custodia cautelare in carcere è stata ritenuta l'unica misura idonea a soddisfare le esigenze cautelari. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sul requisito che il pericolo di reiterazione sia "concreto e attuale", precisando che tale attualità può desumersi da valutazioni prognostiche fondate su elementi concreti (modalità del fatto, personalità, contesto socio-ambientale). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p. e la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Base normativa invocata per proporre il ricorso per cassazione (denuncia di violazione di legge o motivazione manifestamente illogica). La Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni di merito.

  • art. 274 cod. proc. pen. (lett. c))

    inserite le parole "e attuale" dopo la parola "concreto" (legge 16/04/2015 n.47)

    Il requisito del pericolo di reiterazione deve essere non solo concreto ma anche attuale; tuttavia l'attualità può essere desunta in via prognostica da elementi concreti come modalità del fatto, personalità e contesto, senza necessità di una specifica occasione di delinquere immediata.

  • artt. 275, 299 cod. proc. pen.

    Norme di riferimento sulle misure cautelari e sulle esigenze cautelari che il giudice deve valutare nell'adozione o nell'alternativa delle misure personali.

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    art. 2, lett. a) dispone che all'art. 274, lett. c) cod. proc. pen. dopo la parola "concreto" siano inserite le parole "e attuale"

    Modifica legislativa che ha esplicitato il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione; la Corte chiarisce che detta attualità può essere apprezzata anche in assenza di specifiche e immediate occasioni di delinquere.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto del ricorso; applicata dalla Corte nella sentenza.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Disposizione in materia di adempimenti da parte della cancelleria dopo la pronuncia; la Corte ha ordinato alla cancelleria di eseguirli.

Massime di principio

  • La sola perdita del lavoro o la revoca di un accesso amministrativo (es. divieto d'ingresso in porto) non elimina automaticamente il pericolo di reiterazione se il quadro indiziario e la personalità del soggetto indicano una persistente attitudine o affidabilità verso l'associazione criminale.
  • Il requisito del pericolo di reiterazione deve essere "concreto e attuale": l'attualità può però essere ricostruita in via prognostica sulla base delle modalità del fatto, della personalità dell'indagato e del contesto socio-ambientale, senza che sia necessaria la previsione di una specifica occasione imminente di delitto.
  • Quando le modalità del reato mostrano l'utilizzo di una posizione professionale per fini illeciti, il giudice può ritenere insufficienti misure meno afflittive (arresti domiciliari), anche con strumenti di controllo elettronico, se ciò non recide effettivamente i contatti con l'organizzazione criminale.
  • In sede di cassazione contro provvedimenti cautelari la critica alla valutazione dei fatti del giudice di merito è ammessa solo se riguarda violazioni di norme di diritto o la manifesta illogicità della motivazione; non è sufficiente proporre una diversa valutazione dei fatti già esaminati.
  • La genericità delle censure (es. affermazioni congetturali sul rischio di inquinamento probatorio o fuga) difficilmente ottengono accoglimento se il giudice di merito ha comunque motivato con riferimenti concreti alla gravità dei fatti e al contesto.
  • La condotta processuale e la posizione personale (anche l'assenza di precedenti) possono essere valutate sia in senso attenuante sia, se sfruttate dall'organizzazione, come elemento indicativo di affidabilità agli occhi della criminalità, incidendo sulla scelta della misura cautelare.

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