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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30448/2022 del 02/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che, in accoglimento dell'appello di Spagnoli, aveva annullato la revoca del sequestro preventivo disposta dal PM e aveva ripristinato il decreto di sequestro. Il PM lamenta violazione di legge rilevando che il Tribunale ha affermato in modo errato che la restituzione del bene conseguente alla revoca del sequestro si esplica esclusivamente a favore del soggetto sequestratario e non anche in favore di un terzo avente titolo, e che il Tribunale non ha considerato fra le cause della cessazione del presupposto cautelare l'accertamento della titolarità del bene in capo a terzi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendo la motivazione del Tribunale del riesame meramente apparente e contraddittoria: il Tribunale aveva giustificato la revoca del sequestro per il venir meno del periculum in mora (perché il bene non poteva tornare in possesso degli indagati) ma quindi, senza motivazione, aveva annullato quella stessa revoca per ripristinare il sequestro e la consegna del bene ai medesimi indagati. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo esame al Tribunale di Roma, nella sua funzione di giudice dell'appello cautelare.

Norme richiamate

  • art. 323, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fonte del potere del PM di revocare il provvedimento di sequestro preventivo e disporre la restituzione del bene quando vengono meno i presupposti della misura.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il principio che i provvedimenti cautelari reali impugnabili davanti alla Corte di Cassazione sono valutabili nei soli limiti della violazione di legge; la Corte tuttavia controlla anche la genuinità della motivazione ai sensi delle norme sul dovere motivazionale.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Impone l'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; decisioni con motivazione meramente apparente sono nulla per violazione di legge e ne giustificano l'annullamento.

  • art. 324, cod. proc. pen.

    Norma richiamata in riferimento alla competenza del Tribunale di riesame quale giudice dell'appello cautelare, cui la Corte rinvia per nuovo esame.

  • Corte di Cassazione, Sez. I, 10 agosto 2021, n. 31388

    Giurisprudenza richiamata per la distinzione tra restituzione conseguente alla revoca del sequestro (che, in linea di principio, tende a favorire il sequestratario) e la restituzione disposta in conseguenza di una sentenza di proscioglimento o non luogo a procedere (che favorisce l'avente diritto diverso dal sequestratario).

  • Corte di Cassazione, Sez. III, 2 febbraio 2017, n. 4919

    Giurisprudenza richiamata sul principio che la motivazione non può essere meramente apparente; la mancanza di un percorso logico-motivazionale sostanziale rende il provvedimento nullo per violazione di legge.

Massime di principio

  • La revoca del sequestro preventivo da parte del PM può produrre la restituzione del bene: in linea di principio la restituzione va eseguita in favore del soggetto cui il bene fu sequestrato, ma se la revoca deriva dall'accertamento che il bene appartiene ad un terzo, la restituzione può essere disposta anche a favore del terzo avente diritto.
  • I provvedimenti del giudice del riesame devono contenere una motivazione chiara e coerente: una motivazione meramente apparente o contraddittoria espone il provvedimento ad annullamento per violazione di legge in sede di Cassazione.
  • La cessazione delle condizioni per il mantenimento del sequestro (es. venuto meno il periculum in mora o impossibilità di ritorno del bene in possesso dell'indagato) giustifica la revoca e la restituzione; il giudice non può ripristinare il sequestro senza argomentare come le condizioni cautelari sussistano ancora.
  • In presenza di contestazioni sulla titolarità del bene, il giudice dell'appello cautelare deve valutare esplicitamente l'incidenza di eventuali accertamenti di proprietà sul mantenimento o sulla revoca della misura cautelare reale.
  • La Corte di Cassazione, pur limitata nel sindacare i provvedimenti cautelari ai soli vizî di legge, puo' annullare per nullità il provvedimento quando la motivazione sia assente o illogica, con rinvio per nuovo esame al giudice competente.

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