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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 20645/2021 del 20/07/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società ricorrente impugnava avvisi di accertamento per l'omessa dichiarazione di maggiori corrispettivi derivanti dalla cessione, il 13 giugno 2006, di un impianto di radiodiffusione televisiva. L'Ufficio aveva tassato, per gli anni 2006-2010, la quota annuale della plusvalenza determinata ai sensi dell'art.86, comma 4 TUIR. Le indagini avevano rilevato un pagamento "in nero" tramite bonifico estero su conto svizzero denominato "Gertrude" su richiesta dell'allora legale rappresentante. In primo grado e in appello gli atti impositivi erano stati ritenuti fondati; in Cassazione la ricorrente deduceva violazioni di norme sulla prova (artt.2727 e 2729 c.c.), errore di interpretazione contrattuale (art.1362 e ss. c.c.) e omissione di esame di fatti decisivi (art.360 n.5 c.p.c.), tra cui la mancata evidenza di transiti sul conto svizzero, l'assenza di concessione per la frequenza 49 UHF e la valutazione del valore di cessione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha respinto l'istanza di rinvio per carenza di presupposti. Ha ritenuto che le censure fossero, in larga parte, una ricostruzione dei fatti e della valutazione delle prove (valutazione riservata al giudice di merito) e quindi non idonee a fondare un vizio di diritto in Cassazione. Ha inoltre ritenuto inammissibili le doglianze ai sensi dell'art.360 n.3 per difetto di specificità rispetto alla giurisprudenza della Corte e quelle ai sensi dell'art.360 n.5 per effetto dell'art.348 c.p.c. ("doppia conforme"), non essendo state indicate ragioni di fatto diverse tra primo e secondo grado. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese a favore dell'Agenzia delle Entrate, liquidate in complessivi euro 7.000,00, e dà atto dell'obbligo di versamento del contributo unificato aggiuntivo ai sensi dell'art.13 d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art.86, comma 4 TUIR

    Norma fiscale usata per determinare la quota annuale della plusvalenza derivante dalla cessione dell'impianto, cui l'Ufficio si è attenuto per ripartire l'imposta dal 2006 al 2010.

  • art.39, lett. d) DPR n.600/1973

    Prevede i poteri degli uffici in materia di accertamento fiscale; la Corte ricorda che l'Ufficio ha fornito elementi idonei (oltre alla dichiarazione del terzo) a fondare l'accertamento ex art.39 lett.d).

  • artt.2727 e 2729 cod.civ.

    Riguardano la prova e la valutazione delle dichiarazioni dei terzi; la CTR ha attribuito valore probatorio alle dichiarazioni del terzo insieme ad altri elementi, decisione rimessa al giudice di merito.

  • art.1362 e ss. cod.civ.

    Norme sull'interpretazione del contratto: la ricorrente contestava l'ermeneutica contrattuale adottata dal giudice di merito (in particolare l'inclusione del bacino d'utenza di Udine), ma tale valutazione è stata ritenuta di merito e non sindacabile in Cassazione.

  • art.360, primo comma, nn.3 e 5 cod.proc.civ.

    Indicano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme di diritto e omesso esame di fatti decisivi). La Corte ha qualificato come inammissibili i motivi per difetto di specificità (n.3) e per essere, in realtà, riesame di fatto/prove (n.5) senza rispettare i presupposti dell'art.348 c.p.c.

  • art.348 cod.proc.civ.

    Disciplina la "doppia conforme": se primo grado e appello sono concordi, il ricorrente deve indicare le ragioni di fatto diverse che hanno portato alle decisioni; l'assenza di tale indicazione ha reso inammissibili i motivi ex art.360 n.5.

  • art.23, comma 8-bis, d.l. n.137/2020 conv. con mod. dalla legge 18 dicembre 2020 n.176

    Norma procedurale sulla fissazione dell'udienza pubblica; la corte ha ritenuto regolare la comunicazione ricevuta presso il precedente difensore e ha quindi rigettato l'istanza di rinvio avanzata dal nuovo difensore.

  • art.13, comma 1-quater e comma 1-bis, d.P.R. n.115/2002

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'obbligo della ricorrente al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riedita la valutazione delle prove o delle presunzioni: le censure che si risolvono in una diversa ricostruzione dei fatti sono inammissibili e vanno proposte come questioni di merito nei gradi precedenti.
  • Per impugnare in Cassazione motivi fondati su elementi di fatto (art.360, n.5 c.p.c.) quando vi sia una "doppia conforme" occorre indicare espressamente le ragioni di fatto diverse che giustificano il mutamento tra primo e secondo grado; senza ciò il motivo è inammissibile ai sensi dell'art.348 c.p.c.
  • Quando la doglianza è di violazione di norme (art.360, n.3 c.p.c.), il motivo deve essere specifico e confrontare la "ratio decidendi" della sentenza impugnata con la giurisprudenza di legittimità; l'omissione di questo confronto può comportare l'inammissibilità.
  • Il valore probatorio delle dichiarazioni di terzi e delle prove presuntive è rimesso al giudice di merito: l'Amministrazione fiscale può fondare l'accertamento su elementi convergenti (dichiarazioni, documenti bancari, clausole contrattuali) purché siano gravi, precisi e concordanti.
  • Le istanze processuali (es. rinvio per nuova difesa) rischiano di essere rigettate se la parte ha ricevuto tempestivamente la notificazione/avviso presso il precedente difensore: è importante curare la continuità delle comunicazioni processuali.

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