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Sentenza

Sentenza n. 4129/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento - della determinazione del Dirigente del Settore Governo del Territorio del Comune di Cinisello Balsamo del 21.03.2025 con la quale si è disposta l''archiviazione della segnalazione certificata di inizio attività “SCIA in sanatoria” relativa alla ristrutturazione edilizia dell''immobile sito nel Comune di -OMISSIS-, -OMISSIS- (P.E. n. -OMISSIS-); - di tutti gli atti e/o provvedimenti presupposti, conseguenti e/o comunque connessi alla predetta determinazione.

Giustizia amministrativa202501425

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione comunale di archiviazione di una SCIA in sanatoria relativa a interventi di manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la determinazione del Dirigente del Settore Governo del Territorio del Comune di Cinisello Balsamo del 21 marzo 2025, con cui era stata archiviata la SCIA in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001. La pratica riguardava interventi edilizi su un immobile e si inseriva nel medesimo complesso edilizio già oggetto di altri giudizi. Nel corso del processo, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando di avere presentato una nuova pratica edilizia, con rinuncia all’utilizzo della volumetria derivante dalla demolizione di un corpo commerciale e alla soluzione edilizia cui si riferiva la SCIA in sanatoria impugnata. Non sono stati esaminati motivi di legittimità relativi all’atto comunale, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. L’eventuale annullamento dell’archiviazione non avrebbe più procurato al ricorrente un’utilità concreta e attuale, poiché la nuova pratica edilizia era diretta a una diversa regolarizzazione dello stato dei luoghi e presupponeva la rinuncia alla soluzione volumetrica oggetto della precedente SCIA e della SCIA in sanatoria archiviata. Il bene della vita perseguito non coincideva quindi più con quello cui tendeva il ricorso. Le spese sono state compensate in ragione della definizione in rito e della peculiarità della vicenda procedimentale e contenziosa.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La SCIA in sanatoria oggetto della controversia era stata presentata ai sensi di tale disposizione; il giudice non ne ha esaminato l’applicazione nel merito.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Impone la declaratoria di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della definizione processuale del giudizio.

Massime di principio

  • Il ricorso giurisdizionale amministrativo è improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse alla decisione, ossia quando l’eventuale accoglimento non è più idoneo a procurare al ricorrente un’utilità concreta e attuale.
  • La presentazione di una nuova pratica edilizia, accompagnata dalla rinuncia alla soluzione progettuale e volumetrica cui si riferiva il titolo o provvedimento impugnato, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso quando il nuovo procedimento persegue una diversa regolarizzazione dello stato dei luoghi.
  • La sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando il bene della vita perseguito nel giudizio non coincide più con quello attualmente perseguito dal ricorrente mediante una nuova iniziativa amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioSCIA e liberalizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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