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Decreto legislativo

DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2026, n. 80

Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1991 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 giugno 2024, sul ripristino della natura e che modifica il regolamento (UE) 2022/869.

Normativa italiana26G00095

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto adegua l’ordinamento italiano al regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura. Individua le autorità nazionali competenti, disciplina la redazione e l’adozione del Piano nazionale di ripristino, ripartisce le responsabilità attuative tra amministrazioni centrali, regioni, enti locali e altri enti, istituisce un tavolo di coordinamento e prevede la neutralità finanziaria.

Attuazione italiana del regolamento UE sul ripristino della natura

Attuazione del regolamento UE sul ripristino della natura

Il decreto legislativo stabilisce l’assetto nazionale necessario per dare attuazione al regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura. Definisce competenze, procedure di pianificazione, soggetti responsabili dell’esecuzione e meccanismi di coordinamento tra amministrazioni.

Autorità nazionali competenti

Sono designate come autorità nazionali competenti, per il coordinamento delle attività nell’ambito del regolamento europeo, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, ciascuno per le rispettive competenze.

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica è competente in via principale per l’attuazione delle disposizioni europee relative a:

  • ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce;
  • ecosistemi marini;
  • popolazioni di impollinatori;
  • contributo nazionale alla messa a dimora di nuovi alberi.

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è competente, in coordinamento con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, per gli aspetti relativi a:

  • ecosistemi marini connessi a pesca e acquacoltura;
  • rapporti tra agricoltura e ambiente nel ripristino degli impollinatori;
  • contributo nazionale alla messa a dimora di nuovi alberi.

Per gli ecosistemi agricoli e forestali, il Ministero dell’agricoltura opera inoltre in coordinamento con regioni e province autonome.

Piano nazionale di ripristino

Le autorità nazionali competenti promuovono la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti e assicurano il raccordo delle attività di redazione del Piano nazionale di ripristino. In tale ambito curano:

  • raccolta di dati e informazioni;
  • concertazione e consultazione;
  • divulgazione dei contenuti del Piano;
  • riesame e revisione del Piano;
  • trasmissione alla Commissione europea delle informazioni richieste.

Il Piano è adottato con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, previa intesa in Conferenza unificata.

Soggetti responsabili dell’attuazione del Piano

L’attuazione del Piano è distribuita tra più amministrazioni, in relazione ai diversi ecosistemi interessati.

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e il Ministero dell’agricoltura sono responsabili, per quanto di competenza, per il ripristino degli ecosistemi marini.

Le regioni e le province autonome, gli enti gestori delle aree naturali protette e le autorità di bacino distrettuali sono responsabili per:

  • ecosistemi terrestri, costieri e d’acqua dolce;
  • ecosistemi marini nei siti Natura 2000 ricadenti nelle acque territoriali;
  • popolazioni di impollinatori;
  • ecosistemi agricoli.

Le stesse amministrazioni, avvalendosi anche dei Consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario come enti attuatori, sono responsabili per il ripristino della connettività naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle pianure alluvionali.

Le regioni e le province autonome, gli enti gestori delle aree naturali protette e gli enti gestori delle aree forestali regionali pubbliche o private sono responsabili per gli ecosistemi forestali.

Comuni, città metropolitane e province sono responsabili per gli ecosistemi urbani, nel rispetto delle competenze urbanistiche comunali e metropolitane. Per alcune azioni previste dal regolamento europeo, l’attuazione avviene nei limiti delle risorse disponibili e di quelle eventualmente stanziate in coerenza con il Piano.

Tutte le amministrazioni coinvolte devono anche contribuire all’obiettivo di piantare nuovi alberi e svolgere le attività di monitoraggio e trasmissione delle informazioni necessarie alle comunicazioni verso la Commissione europea.

Coordinamento strategico

Presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica è istituito un Tavolo di indirizzo e coordinamento strategico, composto da rappresentanti di vari ministeri, della Presidenza del Consiglio, delle Regioni e Province autonome e dei Comuni/Città metropolitane tramite ANCI.

Il Tavolo si riunisce con cadenza annuale e ha la funzione di assicurare indirizzo e coordinamento tra le amministrazioni coinvolte per la corretta attuazione del regolamento europeo e per il coinvolgimento dei soggetti interessati.

Ai componenti non spettano compensi, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altri emolumenti.

Regime finanziario

L’attuazione del decreto deve avvenire con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Testo integrale

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