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Sentenza

Sentenza del 06/05/2022 n. 3889 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

massima n. 36 /2022 FINANZA LOCALE - TARI - RISCOSSIONE - Denunzia delle variazioni successive alla dichiarazione iniziale - Accertamento - Decadenza

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società aveva versato una sanzione risultante da cartella di pagamento emessa dall'Agenzia a seguito di accertamento poi annullato con Ordinanza della Corte di Cassazione. Non avendo l'Amministrazione rimborsato entro i termini di legge, la società ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere il rimborso delle somme pagate. L'Agenzia delle Entrate ha rilevato che il pagamento era stato riscosso dall'Agenzia delle Entrate Riscossione e che il rimborso doveva essere gestito da quest'ultima; quest'ultima è poi intervenuta e ha effettuato il pagamento.

La decisione

La Commissione ha ritenuto il ricorso fondato: l'Agenzia delle Entrate era legittimata passivamente in quanto parte nel giudizio di cassazione che aveva annullato la sanzione; non avendo provveduto al rimborso entro i termini dell'art. 68 D.Lgs. 546/92 è stata criticata per inerzia. Tuttavia, essendo intervenuto il pagamento in favore della società da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione (19/7/2021), è venuto meno l'interesse all'ottemperanza e la causa è stata dichiarata estinta per cessazione della materia del contendere. La Commissione ha però condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in Euro 3.900,00 (di cui Euro 500,00 contributo unificato e Euro 3.400,00 compensi) oltre accessori di legge, con attribuzione ai difensori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    art. 76 (richiamato nel massimario) relativo alla denunzia delle variazioni per la tassa sui rifiuti

    Consente al contribuente di denunciare solo le variazioni successive alla dichiarazione originaria; la mancata o infedele denunzia integra l'illecito e la sanzione può applicarsi anche per gli anni successivi

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    art. 68, comma 2; art. 70

    L'art. 68 pone il termine entro il quale l'Ufficio deve procedere al rimborso delle somme versate a seguito di provvedimento favorevole al contribuente; l'art. 70 disciplina il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza e, in caso di inerzia, la nomina del commissario ad acta

  • D.M. 55/2014

    minimi per compensi (richiamato nella liquidazione delle spese)

    Usato per la liquidazione delle spese di lite e dei compensi professionali con riferimento al minimo per studio introduttiva e trattazione

  • Giurisprudenza

    Ordinanza n. 26343/20 della Corte Suprema di Cassazione

    La pronuncia di cassazione che annulla la sanzione obbliga l'Amministrazione al rimborso; la parte processuale nel giudizio di cassazione (Agenzia delle Entrate) è legittimata ad essere destinataria del ricorso di ottemperanza

Massime di principio

  • Se la Corte di Cassazione annulla una sanzione e il contribuente ha già pagato per effetto di attività esecutiva, il rimborso deve essere effettuato dall'Amministrazione entro i termini dell'art. 68 D.Lgs. 546/92; il mancato rimborso legittima il ricorso per ottemperanza.
  • La legittimazione passiva a ricevere il ricorso per ottemperanza può spettare all'Amministrazione che è stata parte nel giudizio di merito o in cassazione, anche se la riscossione è stata effettuata da un ente diverso (Agenzia delle Entrate Riscossione).
  • Il pagamento da parte dell'ente riscossore (Agenzia delle Entrate Riscossione) rende privo di interesse il giudizio di ottemperanza e può determinare l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
  • L'inerzia dell'Amministrazione nel rimborso può comportare la condanna alle spese processuali, anche se il rimborso materiale viene poi effettuato da altro ente; è importante agire tempestivamente e, se necessario, promuovere il giudizio per ottemperanza entro i termini previsti.
  • In casi di controversie su rimborsi derivanti da annullamento di sanzioni, è opportuno indirizzare il ricorso al soggetto che risulta formalmente parte del giudizio precedente e contestualmente segnalare l'intervento dell'ente riscossore, per evitare contestazioni di legittimità passiva.

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