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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29668/2022 del 25/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la violazione dell'art. 420-bis c.p.p. relativamente alla dichiarazione di assenza dell'imputato: la notifica del decreto di citazione era stata eseguita presso il difensore d'ufficio presso il quale l'imputato aveva eletto domicilio, ma non risultava alcuna prova dell'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra l'imputato e tale difensore (né prova che l'imputato avesse avuto conoscenza del procedimento o si fosse volontariamente sottratto). Era stata pure già eccepita la nullità della elezione di domicilio per mancata assistenza di un interprete all'indagato alloglotta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, accogliendolo. Ha affermato il principio per cui la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non basta a giustificare la dichiarazione di assenza: è necessario che risulti l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che dimostrino con certezza la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato o la sua volontaria sottrazione. Mancando tale prova, la Corte ha annullato la sentenza impugnata e la sentenza del Tribunale del 28/02/2019 e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Ancona per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che, ai fini della dichiarazione di assenza, non è sufficiente la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio; occorre verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che attestino la conoscenza del procedimento o la volontaria sottrazione dell'imputato.

  • Sez. U, n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    Riferimento giurisprudenziale principale: sancisce che la sola elezione di domicilio presso difensore d'ufficio non può essere considerata presupposto idoneo per dichiarare l'assenza; il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la certezza della conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.

  • Sez. 5, n. 22752 del 21/01/2021

    Conferma che la notifica al difensore domiciliatario è nulla se non viene accertata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale o altri elementi che dimostrino la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato; la nullità è assoluta e deducibile in ogni stato e grado.

Massime di principio

  • La notificazione al difensore d'ufficio presso il quale l'imputato ha eletto domicilio non vale automaticamente come prova che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione del rapporto professionale o la presenza di elementi che dimostrino la conoscenza o la volontaria sottrazione.
  • Se manca la prova dell'effettivo rapporto con il difensore domiciliatario, la dichiarazione di assenza è affetta da nullità assoluta, che può essere fatta valere in qualsiasi stato e grado del procedimento.
  • Nei casi di imputati alloglotti o con difficoltà linguistiche, va verificata l'effettiva assistenza dell'interprete: l'assenza di assistenza può incidere sulla validità della elezione di domicilio e sulla conoscenza del procedimento.
  • In presenza di dubbi sulla validità della notifica tramite difensore d'ufficio, il giudice d'ufficio dovrebbe acquisire elementi (comunicazioni scritte, contatti documentati, dichiarazioni dell'avvocato) che attestino il rapporto professionale e la ricezione degli atti da parte dell'imputato prima di dichiarare l'assenza.
  • Se la nullità viene accertata, la conseguenza tipica è l'annullamento della sentenza e la trasmissione degli atti al giudice di merito per nuovo giudizio; la procura può chiedere l'annullamento, ma il provvedimento è ordinariamente disposto dalla Corte quando manchino i presupposti.

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