Cassazione Penale, Sentenza n. 45351/2023 del 10/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso straordinario ex art.625-bis c.p.p.: il ricorrente deduceva che la Corte di Cassazione avesse erroneamente escluso la prescrizione anche per il capo a) (lesioni), avendo erroneamente ritenuto contestata l'ipotesi di lesioni aggravate invece che lesioni semplici (presunta «refuso tipografico» nella rubrica e nella descrizione del fatto). Si sosteneva che la descrizione del fatto e gli elementi del processo indicavano lesioni semplici ai sensi dell'art.583 c.p.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. Il Collegio ha ritenuto infondato il rilievo: non si è trattato di un errore percettivo decisivo, poiché la descrizione delle conseguenze della condotta (tra cui la deviazione del setto nasale) giustificava la qualificazione come lesioni aggravate ai sensi dell'art.583 c.p. La Corte ha pertanto confermato la decisione impugnata; ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Si ricorda che nella sentenza di Cassazione del 28/01/2022 era stato già annullato senza rinvio il capo di imputazione sub b) per intervenuta prescrizione, con inammissibilità del ricorso nel resto.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Lo strumento del ricorso straordinario ex art.625-bis è riconosciuto solo per correggere «sviamenti» chiaramente evidenti: quando la decisione impugnata si fonda su un fatto la cui verità è incontrovertibilmente esclusa, o quando è omesso l'esame di un motivo decisivo per mera svista percettiva. Il parametro è la decisività dell'errore percettivo sul percorso logico della decisione.
art. 583 cod. pen. (lesioni)
comma 1 n.2 (riferimento all'indebolimento permanente di un senso o di un organo)
La presenza nella descrizione del fatto di conseguenze persistenti (es. deviazione del setto nasale) è stata ritenuta idonea a far rientrare il caso nell'aggravante prevista dall'art.583 c.p., comportando un diverso regime di computo della prescrizione rispetto alle lesioni semplici.
Massime di principio
- Il ricorso ex art.625-bis c.p.p. è ammissibile solo per errori percettivi evidenti e decisivi; non serve a sindacare valutazioni di merito o apprezzamenti probatori compiuti dalla Corte.
- La qualificazione giuridica della lesione (semplice vs aggravata) si basa sui fatti descritti nell'imputazione e sugli esiti accertati: menzioni di danni o esiti permanenti (es. deviazione del setto nasale, indebolimento di un organo/senso) possono giustificare l'applicazione dell'aggravante ex art.583 c.p.
- Una presunta inesattezza formale nella rubrica o un 'refuso tipografico' va dimostrata come tale in modo incontrovertibile; in assenza di ciò prevale la valutazione fondata sugli elementi sostanziali della descrizione del fatto.
- Quando la Corte di legittimità valuta la ricorrenza di aggravanti ai fini del computo della prescrizione, quella valutazione costituisce scelta valutativa non sindacabile mediante ricorso straordinario salvo che si dimostri una palese svista percettiva decisiva.
- Se il ricorrente propone un rimedio straordinario infondato, è prevedibile la condanna alle spese processuali; è quindi importante valutare preventivamente la sussistenza dei requisiti stringenti richiesti dall'art.625-bis.
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