Sentenza n. 1601/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento del Questore di Venezia recante ammonimento ai sensi dell’art. 3 d.l. 93/2013, convertito dalla l. 119/2013
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione procedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore della Provincia di Venezia con il quale gli era stata inflitta la misura dell’ammonimento prevista dall’art. 3 d.l. 93/2013, convertito dalla l. 119/2013, nonché gli atti presupposti e, in particolare, il verbale di notificazione. Dal testo della sentenza non risultano esposti o esaminati nel merito gli specifici vizi di legittimità dedotti con il ricorso.
La decisione
A seguito della comunicazione della segreteria effettuata ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a., il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso e ha chiesto che fosse dichiarata l’improcedibilità, con compensazione delle spese. Il TAR ha ritenuto che tale sopravvenuta carenza di interesse comportasse l’improcedibilità del ricorso. La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata all’esito della camera di consiglio fissata ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a. Le spese e le competenze di giudizio sono state compensate, in ragione della dichiarazione del ricorrente e dell’assenza di contrarie deduzioni della parte resistente.
Norme richiamate
art. 3 d.l. 93/2013, convertito dalla l. 119/2013
La disposizione è richiamata quale base normativa della misura dell’ammonimento adottata dal Questore; il giudice non ne esamina i presupposti sostanziali, poiché il ricorso è dichiarato improcedibile.
art. 72-bis c.p.a.
1. Il presidente, quando i ricorsi siano suscettibili di immediata definizione, anche a seguito della segnalazione dell’ufficio per il processo, fissa la trattazione alla prima camera di consiglio successiva al ventesimo giorno dal perfezionamento, anche per il destinatario, dell’ultima notificazione e, altresì, al decimo giorno dal deposito del ricorso. … 2. Se è possibile definire la causa in rito, in mancanza di eccezioni delle parti, il collegio sottopone la relativa questione alle parti presenti. …. Se la causa non è definibile in rito, il collegio con ordinanza fissa la data dell’udienza pubblica. In ogni caso la decisione è adottata con sentenza in forma semplificata.
La norma consente di definire con sentenza in forma semplificata, all’esito della camera di consiglio appositamente fissata, le cause suscettibili di immediata definizione in rito, inclusa l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
È richiamato quale fondamento processuale della pronuncia di improcedibilità; il testo non sviluppa ulteriormente l’interpretazione della disposizione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
È richiamato insieme all’art. 35 c.p.a. nel quadro processuale della decisione; il testo non sviluppa ulteriormente l’interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara in modo espresso di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esame dei motivi di merito.
- La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere adottata con sentenza in forma semplificata all’esito della camera di consiglio fissata ai sensi dell’art. 72-bis c.p.a., quando la causa sia definibile in rito.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse resa dal ricorrente non determina automaticamente la condanna alle spese: il giudice può compensarle in presenza di giusti motivi, anche considerando l’assenza di contrarie deduzioni della parte resistente.
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