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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2155/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso la convalida del sequestro d'urgenza e il decreto di sequestro preventivo sull'autovettura Toyota nella disponibilità del ricorrente. Il difensore deduceva errore nella valutazione della risoluzione contrattuale (sostenendo che non fosse avvenuta) e l'inesistenza di elementi a sostegno dell'interversione del possesso, rilevando inoltre che l'indagato avrebbe continuato a versare i canoni mensili anche dopo l'adozione della misura cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto congruente la motivazione del Tribunale del riesame, che aveva documentato solleciti della locatrice per canoni scaduti e la risoluzione del contratto ai sensi dell'art. 33 pattuito tra le parti. È stata confermata la sussistenza del fumus del reato di appropriazione indebita (art. 646 c.p.) e del periculum in mora, poiché il trattenimento e l'uso del veicolo da parte dell'indagato, nonostante la richiesta di restituzione, poteva aggravare le conseguenze del reato. La Corte ha altresì rilevato che la prova documentale prodotta a supporto dei pagamenti postumi era limitata (quietanza solo per giugno 2022). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    La norma è stata interpretata come fondamento del fumus per il reato di appropriazione indebita in relazione alla trattenuta del veicolo dopo la risoluzione del contratto di noleggio; il comportamento del ricorrente è stato ritenuto riconducibile agli elementi tipici del reato.

  • art. 33 del contratto di noleggio

    La clausola contrattuale di risoluzione per inadempimento è stata ritenuta operativa: a fronte di plurimi inadempimenti e solleciti, la locatrice ha validamente risolto il contratto, giustificando la pretesa restituzione del veicolo e la fondatezza del sequestro.

  • art. 23, comma 8, DL 137/2020

    Citato solo in relazione alla forma del procedimento: ha consentito la trattazione con contraddittorio cartolare; non incide sul merito della decisione sul sequestro.

Massime di principio

  • La semplice produzione di pagamenti parziali o tardivi non è di per sé sufficiente a escludere la risoluzione contrattuale già intervenuta per pluralità di inadempimenti: occorre documentare in modo completo e puntuale i pagamenti successivi e la loro efficacia rispetto alla risoluzione.
  • Per contrastare un sequestro basato su presunta appropriazione indebita in tema di noleggio, il ricorrente deve fornire elementi specifici e circostanziati che dimostrino l'assenza di risoluzione contrattuale e l'effettiva titolarità del possesso (interversione del possesso), non deduzioni generiche.
  • La valutazione del fumus del reato e del periculum in mora poggia su elementi documentali concreti (solleciti, inadempimenti, clausole contrattuali): la mancanza di documentazione probatoria consolidata favorisce la convalida delle misure cautelari.
  • I motivi di impugnazione in Cassazione devono affrontare puntualmente la motivazione del giudice di merito; censure generiche o non specificamente confrontate con la motivazione possono portare all'inammissibilità del ricorso.
  • Il trattenimento e l'uso continuativo di un bene oggetto di contratto dopo la risoluzione possono essere valutati come rischio di aggravamento della pretesa e giustificare misure cautelari come il sequestro preventivo.
  • Esiste il rischio, in caso di ricorso infondato o generico, di essere condannati al pagamento delle spese processuali e di sanzioni pecuniarie (es. somma a favore della Cassa delle Ammende); pertanto è consigliabile valutare la solidità delle censure prima di proporre impugnazioni.

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