Ordinanza n. 739/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di un’istanza di condono edilizio relativa a manufatti situati in prossimità della battigia del mare
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego comunale dell’istanza di condono edilizio, nonché, ove necessario, l’avvio del procedimento di diniego e gli atti connessi. Nel corso del giudizio era stata disposta una verificazione tecnica sulla distanza dei manufatti dalla battigia e sulla loro ultimazione alla data rilevante per la sanatoria prevista dalla legge n. 47/1985. La ricorrente ha chiesto ulteriori approfondimenti della relazione di verificazione, contestando l’assenza del certificato di taratura o calibrazione delle camere fotogrammetriche, dei protocolli di orientamento dei voli, delle coordinate dei punti a terra utilizzati per l’appoggio fotogrammetrico e dell’indicazione delle procedure di orientamento interno ed esterno dei fotogrammi. Ha inoltre dedotto l’utilizzo del sistema geodetico Gauss-Boaga Roma 40, asseritamente sostituito dal Sistema di riferimento geodetico nazionale, nonché l’incompletezza della relazione quanto allo stato attuale dei luoghi e alla presenza della foce di un torrente, potenzialmente idonea ad alterare la linea di costa. La relazione aveva evidenziato, sulla base di un’aerofotogrammetria del dicembre 1983, che il fabbricato non era ultimato in tempo utile, risultando ancora privo di copertura e di mura perimetrali. Il TAR ha ritenuto necessario acquisire chiarimenti anche sull’effettiva ultimazione del manufatto al 1° ottobre 1983 mediante realizzazione del cosiddetto rustico, comprensivo della muratura al grezzo, delle tamponature e della copertura.
La decisione
Il TAR non ha deciso il merito dell’impugnazione. Ha ritenuto opportuno richiedere al verificatore chiarimenti documentati sui rilievi tecnici formulati dalla ricorrente, verificando in particolare se le carenze denunciate siano idonee a incidere sulla stima della distanza dei manufatti dalla battigia. Ha inoltre disposto ulteriori chiarimenti sull’effettiva ultimazione del cespite alla data del 1° ottobre 1983, rilevante ai fini della fruizione della regolarizzazione edilizia. È stato assegnato al verificatore un termine di venti giorni dalla comunicazione dell’ordinanza per depositare una relazione integrativa; alle parti un successivo termine di venti giorni per le osservazioni; e al verificatore un ulteriore termine di venti giorni per le repliche. La discussione del merito è stata rinviata all’udienza pubblica del 23 giugno 2026.
Norme richiamate
legge n. 47/1985
La pronuncia la richiama quale disciplina di regolarizzazione urbanistico-edilizia, individuando nel 1° ottobre 1983 la data rilevante per verificare l’ultimazione del manufatto.
artt. 2 e 3 D.M. 10.11.2011
Sono richiamati dalla ricorrente in relazione alla sostituzione del sistema geodetico Gauss-Boaga Roma 40 con il Sistema di riferimento geodetico nazionale; il TAR dispone chiarimenti tecnici sul rilievo, senza esprimere una decisione definitiva sulla questione.
Massime di principio
- Quando una relazione di verificazione tecnica è contestata con rilievi documentati potenzialmente idonei a incidere sull’attendibilità della conclusione decisiva, il giudice può disporre una relazione integrativa e richiedere al verificatore chiarimenti specifici sulla metodologia, sui dati utilizzati e sulla rilevanza delle contestazioni.
- Nelle controversie sulla regolarizzazione edilizia, l’accertamento dell’ultimazione dell’opera entro la data prevista dalla disciplina applicabile richiede la verifica della realizzazione del cosiddetto rustico, comprensivo della muratura al grezzo, delle tamponature e della copertura necessaria.
- Quando la decisione sulla sanabilità di un manufatto dipende dalla sua distanza dalla battigia, la verificazione deve consentire di valutare l’affidabilità dei dati fotogrammetrici e geodetici utilizzati, nonché l’eventuale incidenza di elementi naturali sulla determinazione della linea di costa.
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