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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45846/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del G.i.p. che aveva rigettato la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione ex art. 671 c.p.p. con riguardo a più sentenze irrevocabili (tentato sequestro a scopo di estorsione del 6/12/2019 e rapina/furto aggravati dell'11/11/2019). I motivi di ricorso denunciavano: (1) inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p., poiché il giudice aveva riconosciuto indici di programmazione ma aveva poi respinto la continuazione limitandosi ad affermare la "tendenza" del condannato a commettere reati della stessa indole; (2) vizio di motivazione, per l'assenza di una valutazione effettiva e motivata degli elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso (vicinanza cronologica, omogeneità delle violazioni, modalità esecutive, ricorrenza dei medesimi concorrenti e medesimo movente).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo che l'ordinanza impugnata fosse incongrua e priva di una valutazione effettiva dei singoli fatti e degli indici esterni idonei a provare l'unitarietà progettuale richiesta dall'art. 81 c.p. e dall'art. 671 c.p.p. La sentenza annulla l'ordinanza del G.i.p. e dispone la trasmissione degli atti al G.i.p. del Tribunale di Modena per un nuovo esame della richiesta in diversa composizione fisica, richiamando i criteri giurisprudenziali e procedurali applicabili in sede esecutiva per l'accertamento della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di applicare in executivis la disciplina della continuazione tra più sentenze irrevocabili pronunciate in procedimenti distinti contro la stessa persona; impone la rideterminazione delle pene secondo i criteri della norma solo quando emerga, sulla base di indici esterni significativi, un progetto criminoso unitario.

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina l'istituto della continuazione richiedendo l'esistenza di un disegno criminoso unitario; la sua applicazione in sede esecutiva richiede la verifica della sussistenza di tale unitarietà progettuale.

  • Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008 (Di Maria, Rv. 243632)

    Giurisprudenza che chiarisce come la prova della preordinazione di fondo, essendo riferita all'interiorità del soggetto, debba essere desunta di regola da indici esteriori significativi che evidenzino il progetto criminoso unitario.

  • Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010 (Bonasera, Rv. 246838)

    Specifica gli indici esteriori rilevanti per accertare l'unitarietà progettuale: distanza cronologica, modalità delle condotte, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità delle violazioni, causale, condizioni di tempo e luogo; nessuno di tali elementi è da solo necessario, ma la loro convergenza valorizza la prova del medesimo disegno.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 183 del 03/07/2013

    Stabilisce il principio secondo cui, in caso di annullamento di ordinanze in materia di applicazione della continuazione in sede esecutiva, il rinvio per nuovo giudizio deve avvenire ad opera di diversa composizione del giudice.

  • Artt. 56 e 630 c.p.; artt. 628, 624, 625 c.p. (reati oggetto delle condanne)

    Norme sostanziali che definiscono i reati per i quali sono intervenute sentenze irrevocabili (tentato sequestro a scopo di estorsione; rapina e furto aggravati). Nel caso concreto tali reati sono gli oggetti della verifica sulla possibilità di continuazione in sede esecutiva.

Massime di principio

  • La continuazione in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) può essere riconosciuta solo se emerge, anche dai soli indici esteriori, un progetto criminoso unitario che giustifichi il trattamento sanzionatorio più favorevole.
  • Il giudice dell'esecuzione non può limitarsi a affermazioni apodittiche sulla "tendenza" del condannato a delinquere; deve invece svolgere una valutazione motivata e specifica degli indici esterni (contiguità temporale, omogeneità delle violazioni, modalità esecutive, medesimo movente, ricorrenza di concorrenti, organizzazione o predisposizione dei mezzi).
  • Nessun singolo indice è necessariamente decisivo: occorre valutare la convergenza complessiva degli elementi indiziari alla luce dell'esperienza e della logica probatoria.
  • In caso di insufficiente motivazione o di annullamento dell'ordinanza sulla continuazione, il giudice deve riesaminare la richiesta in diversa composizione, conformemente al principio costituzionale richiamato.
  • Per chi propone l'applicazione della continuazione, è strategico raccogliere e documentare prove esteriori della pianificazione (telefonate, coordinamento tra correi, cronologia precisa, analogie nelle modalità operative e nel movente) per sostenere l'esistenza di un disegno unitario.

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