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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22488/2024 del 04/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso proposto dall'imputato per due motivi principali: 1) nullità processuali derivate dalla mancata traduzione in lingua comprensibile all'imputato del verbale di identificazione e di elezione di domicilio e di tutti gli atti successivi notificati presso il difensore d'ufficio, con conseguente violazione del diritto all'interprete e della partecipazione al processo; tali nullità erano ritenute assolute e insanabili, nonostante la successiva restituzione in termini per proporre appello; 2) mancata declaratoria di prescrizione dei reati, per effetto dell'annullamento della notifica dell'estratto contumaciale e della conseguente impossibilità di applicare la sospensione/interruzione della prescrizione prevista dall'art. 175, comma 8, cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo sussistenti le nullità derivanti dalla mancata traduzione del verbale di identificazione/elevazione di domicilio e delle notifiche conseguenti, atti che incidono immediatamente sul diritto di partecipazione al processo e che non risultano sanati dalla restituzione in termini. Il secondo motivo sulla prescrizione è stato invece rigettato: la Corte ha ritenuto applicabile la sterilizzazione del tempo ai sensi dell'art. 175, comma 8 (nella formulazione ante legge n. 67/2014), anche con riferimento ad atti nulli, in quanto gli atti interruttivi della prescrizione rilevano per il loro valore oggettivo di espressione della persistenza dell'interesse punitivo dello Stato. In conseguenza della sussistenza delle nullità di primo grado la Corte ha annullato senza rinvio sia la sentenza di appello che quella di primo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore competente per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 497-bis cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata in quanto uno dei reati contestati all'imputato; non oggetto di questioni interpretative particolari nella decisione di legittimità.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata tra i reati per cui l'imputato è stato condannato; citata ai fini dell'inquadramento delle imputazioni.

  • art. 494 cod. pen.

    Ulteriore norma sostanziale relativa alle imputazioni contestate; richiamata a titolo descrittivo delle accuse.

  • art. 175 cod. proc. pen.

    rif. comma 8 nella formulazione antecedente alla legge 28 aprile 2014, n. 67

    Regola sulla restituzione in termini e sulla sterilizzazione del tempo intercorrente tra la notifica della sentenza contumaciale e la notifica del provvedimento di restituzione: la Corte ha ritenuto applicabile la sterilizzazione (interruzione della prescrizione) anche nel caso di atti nulli, seguendo la giurisprudenza che riconosce valore interruttivo oggettivo agli atti, pur nulli, nella misura in cui esprimono la persistenza dell'interesse punitivo dello Stato.

  • art. 185 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dall'appellante in relazione agli effetti di nullità sulla notifica dell'estratto contumaciale; la Corte ha però ritenuto infondata la conseguenza invocata dall'appellante rispetto alla prescrizione.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n.137 (conv. legge 18/12/2020 n.176)

    Norma sul procedimento scritto in Cassazione (trattazione scritta); citata per spiegare la modalità di trattazione del ricorso per mancata richiesta tempestiva di discussione orale.

  • art. 94, comma 2 d.lgs. 10/10/2022 n.150 e decreto-legge 30/12/2023 n.215 (conv. legge 23/02/2024 n.18)

    Riferimenti normativi tecnici richiamati per la corretta imputazione delle norme processuali applicabili alla trattazione scritta; non centrali rispetto alle questioni di merito ma citati nell'istruttoria procedurale.

Massime di principio

  • La garanzia del diritto all'interprete si estende alla redazione del verbale di identificazione e di elezione di domicilio: se l'imputato non comprende la lingua, la mancata traduzione di tali atti configura nullità che incide sul diritto a partecipare al processo.
  • La elezione di domicilio resa in assenza di interprete e senza contatto effettivo con l'imputato può rendere invalide le notifiche subsequenti effettuate presso il difensore d'ufficio e tali nullità non sono automaticamente sanate dalla successiva restituzione in termini per proporre impugnazione.
  • La restituzione in termini per proporre appello consente all'imputato di far valere nullità del processo di primo grado ma non cancella l'esistenza delle nullità pregresse: tali nullità possono determinare l'annullamento delle decisioni di merito.
  • Ai fini della prescrizione, atti anche nulli possono comunque produrre effetto interruttivo/sterilizzante se esprimono oggettivamente la persistenza dell'interesse punitivo dello Stato; pertanto la rilevanza della nullità rispetto alla prescrizione va valutata con riguardo alla giurisprudenza consolidata sul valore oggettivo degli atti interruttivi.
  • In situazioni analoghe è opportuno: (a) sollevare tempestivamente le nullità relative a mancata traduzione e diritto all'interprete; (b) verificare la validità delle notifiche rese presso domici eletti senza effettivo contatto; (c) valutare separatamente gli effetti di eventuali nullità sulla prescrizione, alla luce della prevalente giurisprudenza che ammette l'effetto interruttivo anche per atti nulli.

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