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Ordinanza

Ordinanza n. 122/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600237

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida all’ottemperanza dell’ordine di ripristino dello stato legittimato di un immobile per opere edilizie abusive, adottata ai sensi dell’art. 35, comma 1, d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (società destinataria)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, la diffida comunale del 23 febbraio 2026 relativa all’ottemperanza dell’ordine di ripristino dello stato legittimato di un immobile ubicato nello scalo ferroviario di Dinazzano e catastalmente individuato. Sono stati inoltre impugnati, per quanto occorresse, gli atti di avvio e rinnovazione del procedimento relativo alle violazioni edilizie, la comunicazione di sospensione del procedimento di variante al titolo edilizio del 12 maggio 2000 e gli atti connessi e consequenziali. Il testo dell’ordinanza non espone nel dettaglio i singoli motivi di illegittimità dedotti, ma evidenzia che le questioni poste richiedono un approfondimento nel merito.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo necessario un approfondimento delle questioni nel giudizio di merito e ravvisando l’esigenza di preservare la res adhuc integra, cioè di mantenere invariato lo stato dei luoghi nelle more della decisione. Il giudice ha altresì rilevato che, durante tale periodo, non emergeva un concreto pregiudizio per l’interesse pubblico. Sono stati quindi sospesi medio tempore gli effetti del provvedimento impugnato, affinché restasse inalterato lo stato dei luoghi. È stata fissata l’udienza pubblica del 4 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, d.P.R. 380/2001

    Diffida all’ottemperanza dell’ordine di ripristino dello stato legittimato dell’immobile per opere edilizie abusive

    La disposizione costituisce la base normativa del provvedimento comunale impugnato; l’ordinanza cautelare non ne definisce in via conclusiva l’interpretazione.

  • art. 7 l. 241/1990

    Comunicazione di avvio procedimento

    La norma è richiamata in relazione agli atti di avvio e rinnovazione del procedimento edilizio, senza che l’ordinanza cautelare formuli una decisione definitiva sulla loro legittimità.

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata ai sensi della disciplina delle misure cautelari collegiali; il giudice ha disposto la sospensione degli effetti dell’atto impugnato nelle more del merito.

Massime di principio

  • Quando le questioni dedotte in un ricorso contro un provvedimento edilizio richiedono un approfondimento incompatibile con una definizione immediata della controversia, il giudice può accordare una tutela cautelare interinale per preservare la situazione di fatto fino alla decisione di merito.
  • La sospensione cautelare degli effetti di un provvedimento può essere disposta quando il mantenimento dello stato dei luoghi è necessario a preservare l’utilità della decisione definitiva e, nel bilanciamento degli interessi, non risulta un concreto pregiudizio per l’interesse pubblico.
  • La fissazione dell’udienza pubblica di merito, accompagnata dalla sospensione medio tempore dell’atto impugnato, consente di mantenere integra la res controversa senza anticipare la valutazione definitiva sulla legittimità del provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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