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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22455/2022 del 09/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I due ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Milano che confermava le rispettive condanne: entrambi per tentata rapina; Mamani De La Cruz anche per oltraggio a pubblico ufficiale; Rateloson per il reato richiamato dall'art. 4 della L. n. 110/1975. Le censure di Mamani riguardavano la responsabilità, la mancata derubricazione della tentata rapina in tentato furto, la mancata valutazione di presunti atti arbitrari del pubblico ufficiale, il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche e l'eccessività della pena. Le censure di Rateloson riguardavano il diniego di ammissione del rito abbreviato condizionato all'escussione del vigilante e la dichiarazione di responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi integralmente inammissibili perché in parte manifestamente infondati e in parte privi della specificità richiesta ex artt. 581 e 591 c.p.p., principalmente perché i motivi erano reiterativi di doglianze già valutate e non affrontavano adeguatamente la motivazione della Corte d'Appello. La Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione probatoria della Corte d'Appello, che aveva valorizzato le minacce e l'uso di un paio di forbicine da parte di Rateloson e gli atti violenti posti in essere da Mamani (strattonare e spingere il vigilante). Per l'ammissibilità della richiesta di escussione del vigilante la Corte d'Appello ha dato adeguata motivazione sul non essere necessaria. In ragione dell'inammissibilità totale, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle Ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiamata per attestare la forma procedurale seguita durante il procedimento (modalità previste dalla normativa emergenziale).

  • art. 581, comma 1 c.p.p.

    Criterio di ammissibilità della cassazione: i motivi devono avere la specificità richiesta; qui usato per valutare la carenza di specificità dei motivi riproposti.

  • art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Ulteriore richiamo ai requisiti formali e di specificità dei motivi di ricorso per la Corte di Cassazione; impiegato per dichiarare l'inammissibilità dei motivi meramente reiterativi.

  • art. 616 c.p.p.

    Predisposizione della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e - in presenza di colpa nella proposizione del ricorso che ha determinato l'inammissibilità - della sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.

  • art. 4, L. n. 110 del 1975

    Norma del codice delle armi richiamata in relazione al capo di imputazione nei confronti di Rateloson; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi fattuali che giustificavano la contestazione.

  • Corte costituzionale, sentenza 13 giugno 2000 n. 186 (richiamata)

    Richiamata come principio di diritto in tema di sanzioni per proposizione di ricorsi infondati o determinanti l'inammissibilità per colpa.

Massime di principio

  • I ricorsi in Cassazione devono contenere motivi specifici e non meri reiterati rilievi già esaminati: la mancata specificità è causa di inammissibilità.
  • Se l'appello e il primo giudice hanno valutato congruamente gli elementi probatori, la Cassazione può limitarsi a dichiarare inammissibile il ricorso che non si confronti concretamente con tale motivazione.
  • La qualificazione come rapina (anche tentata) è giustificata quando sono presenti minacce o uso di oggetti idonei a intimidire o atti di violenza fisica contro la vittima; la sussistenza di minacce materialmente compiute e di contatti violenti può impedire la derubricazione in tentato furto.
  • La richiesta di escussione di un teste (es. vigilante) può essere ritenuta non necessaria se la Corte d'appello fornisce motivazione plausibile circa l'irrilevanza o la sovrabbondanza dell'atto istruttorio rispetto agli elementi già acquisiti.
  • Le circostanze attenuanti generiche non prevalgono automaticamente sulle aggravanti concorrenti: il giudice pondera gravità del fatto e precedenti specifici nell'equilibrio della pena; una pena prossima al minimo edittale può comunque essere confermata se ritenuta adeguata.
  • Proporre ricorsi manifestamente infondati o privi di specificità può comportare, oltre al rigetto, l'obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria per colpa in favore della Cassa delle Ammende.

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