Ordinanza n. 408/2026 - Palermo, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: annullamento d'ufficio della prescrizione relativa al mantenimento dell'accesso al mare contenuta nel titolo edilizio, nonché il successivo permesso di costruire in variante rilasciato al controinteressato
Esito
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento con cui il Comune di Gela ha annullato d'ufficio la prescrizione inserita nell'atto del 21 maggio 2025, relativo all'accoglimento della richiesta di permesso di costruire in variante, che subordinava il titolo al mantenimento di un accesso al mare esistente da molti anni, individuato nelle planimetrie comunali e ricondotto al principio della dicatio ad patriam. Sono stati inoltre contestati, in via eventuale, il precedente provvedimento e il permesso di costruire originario del 29 febbraio 2024. Con motivi aggiunti è stato impugnato il successivo permesso di costruire in variante dell'11 novembre 2025, riguardante modifiche distributive, prospettiche e delle opere esterne dell'immobile. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i singoli vizi di legittimità dedotti; emerge tuttavia che il giudizio richiede accertamenti sull'accesso collettivo al mare, sull'eventuale esistenza di un percorso alternativo, sull'incidenza del titolo edilizio sulla fruibilità dell'accesso e sullo stato di adozione del PUDM.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda cautelare né il merito del giudizio. Ha disposto incombenti istruttori a carico del Comune di Gela, con la collaborazione delle altre parti, imponendo: chiarimenti documentati sullo stato della procedura di adozione del PUDM; deposito del testo del PUDM nella versione pre-adottata, adottata o approvata, con riferimento agli aspetti rilevanti; una relazione analitica sullo stato dell'area, previa effettuazione di un sopralluogo nel contraddittorio di tutte le parti, specificamente sull'esistenza di un percorso alternativo di accesso al mare e sull'incidenza del titolo edilizio sulla possibilità di accesso della collettività; ogni ulteriore chiarimento sui fatti di causa. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro 15 giorni dalla comunicazione amministrativa dell'ordinanza o dalla sua notificazione su istanza di parte, se anteriore. È stata fissata la prosecuzione della fase cautelare all'udienza camerale del 10 marzo 2026, con riserva di ogni ulteriore valutazione in rito e sulle spese.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dei presupposti per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando la decisione cautelare dipende da accertamenti fattuali rilevanti sull'accessibilità collettiva di un'area e sugli effetti di un titolo edilizio, il giudice amministrativo può disporre specifici incombenti istruttori prima di pronunciarsi sulla domanda cautelare.
- In una controversia relativa alla conservazione di un accesso al mare, sono istruttoriamente rilevanti sia l'eventuale esistenza di percorsi alternativi sia l'incidenza concreta del titolo abilitativo sulla possibilità di accesso della collettività.
- Quando la disciplina urbanistica costiera può incidere sulla controversia, il giudice può richiedere all'amministrazione il testo aggiornato dello strumento di pianificazione del demanio marittimo e chiarimenti sul suo stato procedimentale.
- Gli accertamenti disposti nella fase cautelare devono essere svolti nel contraddittorio con tutte le parti quando riguardano lo stato dei luoghi e fatti direttamente controversi.
Come è indicizzato
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