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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11309/2022 del 29/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello di Firenze del 08/09/2020 sostenendo principalmente la violazione del principio ne bis in idem: a suo avviso, a seguito dell'assoluzione da parte del GUP per alcune fattispecie (m.1–m.6, m.8, m.10, m.12) e della dichiarazione di prescrizione per altri episodi (m.14, m.15, m.16), non restava alcuna condotta penalmente rilevante nel capo d'imputazione n.15). Denunciava inoltre che per i fatti prescritti si sarebbe dovuta pronunciare l'assoluzione e contestava l'interpretazione delle intercettazioni usata per sostenere la responsabilità; infine censurava il trattamento sanzionatorio perché non aveva tenuto conto delle attenuanti generiche già riconosciute dal primo giudice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (ne bis in idem / carenza di una 'residua' condotta contestata) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla residua condotta contestata al capo 15), dichiarando che il fatto non sussiste. Ne è conseguita l'eliminazione della relativa pena e delle statuizioni accessorie e lo scioglimento dell'aumento per continuazione irrogato in ragione di condanne ora inesistenti. Per i rimanenti motivi il Collegio non si è pronunciato.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309 del 1990 - Testo unico sugli stupefacenti, art. 73, comma 5

    art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Alcuni fatti sono stati riqualificati ai sensi di tale norma; tuttavia, la declaratoria di prescrizione per gli episodi specifici ha determinato la perdita della rilevanza penale di quegli episodi nelle valutazioni successive.

  • Codice Penale, artt. 110 e 81, comma secondo (continuazione)

    artt. 110, 81 cpv in relazione all'art. 73 c. 1 e 1 bis DPR 309/90

    Gli artt. 110 e 81 sono richiamati per la valutazione del concorso di persone e per l'aumento della pena per continuazione; la Corte però ha escluso l'aumento per continuazione perché non esisteva più una pluralità di condanne o comportamenti rimasti accertati.

  • Principio del ne bis in idem

    violazione del ne bis in idem

    Se, all'esito dei diversi gradi, non resta alcun fatto penalmente rilevante nel capo di imputazione (perché assolto o estinto per prescrizione), una successiva statuizione che ritenga sussistere una 'residua' condotta implicherebbe una violazione del ne bis in idem; il Collegio ha accolto l'eccezione e dato ragione al ricorrente.

  • Principio di specificità della contestazione

    principio della specificità della contestazione

    Il capo d'imputazione elencava specifici episodi contrassegnati (m.1–m.16); la Corte ha ritenuto che, in assenza di indicazione chiara di altre condotte, non si possa ritenere una 'residua' contestazione generica: l'ambiguità va interpretata a favore dell'imputato.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (richiamo processuale)

    sentenza n. 36356 del 4 luglio 2014, Sez. 4

    La sentenza di legittimità precedente aveva disposto il rinvio su alcuni punti (m.14–m.16); la successiva decisione di merito ha dichiarato la prescrizione per quei punti, ma non poteva comunque fondare una condanna per una presunta restante porzione del capo 15).

Massime di principio

  • Se un capo di imputazione elenca episodi specifici e tutti gli episodi elencati vengono assolti o si estinguono per prescrizione, non può essere inferita una 'residua' fattispecie non specificata: in caso di ambiguità prevale l'interpretazione favorevole all'imputato.
  • La declaratoria di prescrizione non può essere usata per eludere il principio ne bis in idem quando, combinata con precedenti assoluzioni, non rimane alcuna condotta penalmente valutabile nel medesimo capo.
  • L'aumento di pena per continuazione richiede l'esistenza di più condanne o fatti accertati: se le condanne su cui si fonda la continuazione vengono meno, va sciolta anche la continuazione.
  • La specificità dell'imputazione è essenziale: l'atto di accusa deve individuare le condotte concrete; l'indeterminatezza delle contestazioni giova al beneficiario della regola interpretativa pro reo.
  • L'annullamento senza rinvio è appropriato quando l'errore è di diritto e la rimozione della statuizione impugnata non richiede nuovo accertamento di fatti (cioè è manifesto dalla documentazione processuale).

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