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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41242/2024 del 11/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari (26/05/2023) che aveva confermato la condanna, in abbreviato, per omicidio colposo e lesioni (art. 589 commi 1,2 e 4 c.p.), per essersi addentrato e aver proseguito la marcia in un denso banco di fumo venutosi a formare sull'autostrada A14, divenendo ostacolo invisibile e causando la morte di due persone e lesioni ad altri. Il ricorrente deduce vizi di motivazione e travisamento della prova (non valutazione adeguata del rapporto della Polizia Stradale, del comportamento degli altri conducenti, della rapidità e imprevedibilità del fumo, della direzione del vento e della consistenza dell'incendio), contesta la mancata applicazione del principio di condanna oltre il ragionevole dubbio, chiede il riconoscimento maggiorato delle attenuanti generiche e la sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello, in sede di rinvio, abbia colmato le lacune indicate dalla sentenza rescindente: è stata individuata la regola di condotta violata (astenersi dall'addentrarsi nel banco di fumo, limitare la velocità e segnalare il pericolo ai veicoli che seguono) e il comportamento alternativo efficiente (accostare nella corsia di emergenza e segnalare il pericolo). I giudici di merito hanno motivato in modo congruo l'esistenza del nesso causale, la prevedibilità e l'evitabilità dell'evento, ritenendo colposa la condotta del ricorrente che, pur avendo osservato la nube di fumo, ha proseguito fino a fermarsi rendendosi ostacolo invisibile. Sono state rigettate le doglianze sul travisamento della prova e sulla presunta doppia colpa degli altri conducenti, nonché l'eccezione sulla condanna oltre il ragionevole dubbio. Le attenuanti generiche erano già state riconosciute e il beneficio della sospensione condizionale è stato escluso per la presenza di precedente specifico. Il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice penale - art. 589 commi 1,2 e 4

    I fatti sono stati qualificati come omicidio colposo e lesioni colpose aggravate dalla guida; la Corte ha ritenuto sussistente la colpa per violazione di regole di cautela finalizzate a evitare il rischio di collisione (addentrarsi nel banco di fumo e fermarsi in modo non visibile)

  • Codice della strada - art. 140 (norme di comportamento)

    La violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (dovere di limitare velocità e segnalare condizioni di pericolo) è stata considerata elemento della colpa del conducente

  • Codice di procedura penale - art. 616

    Base normativa per la condanna alle spese processuali inflitta al ricorrente

Massime di principio

  • La responsabilità colposa in incidenti stradali per condizioni di visibilità (es. banchi di fumo) si valuta con riferimento alla prevedibilità ed evitabilità dell'evento: rileva se l'agente ha percepito il pericolo e se esisteva una manovra alternativa ragionevolmente praticabile per impedirne l'evento.
  • La violazione di una regola 'elastica' di cautela richiede un'esame concreto delle circostanze: distanza di avvistamento, velocità, possibilità di segnalare il pericolo e di accedere a corsie di emergenza sono elementi decisivi.
  • La condotta simile di altri conducenti non esclude automaticamente la colpa del primo ostacolo creato: la responsabilità può sussistere se il comportamento dell'imputato ha creato l'ostacolo invisibile che ha determinato le collisioni posteriori.
  • Per la Corte di legittimità il sindacato sulle risultanze probatorie è limitato: il ricorso per cassazione non può limitarsi a chiedere una diversa valutazione dei fatti se la motivazione del giudice di merito è logica e congrua; il travisamento della prova deve essere desumibile e capace di disarticolare l'intero ragionamento probatorio.
  • La ricostruzione di un 'comportamento alternativo' fatta a posteriori deve però essere plausibile e basata su elementi concreti; il giudice valuta se quell'alternativa era effettivamente percorribile nel contesto (spazio, tempo, condizioni atmosferiche e psicofisiche).
  • Per ottenere benefici (es. sospensione condizionale della pena) è necessario che non sussistano ostacoli oggettivi come precedenti specifici; le attenuanti generiche possono essere riconosciute ma non sempre bastano a garantire tali benefici.

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