Cassazione Penale, Sentenza n. 36238/2023 del 30/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha revocato l'indulto concesso a suo favore, contestando la motivazione in ordine alla data di commissione del reato che ha determinato la revoca. Papa sostiene che la sentenza di condanna e il capo d'imputazione fanno riferimento a due date (12 giugno 2011 e 18 agosto 2011) e che il giudice dell'esecuzione ha erroneamente ritenuto come unica data il 12 giugno 2011. Lamenta inoltre di non aver potuto acquisire il fascicolo processuale e di conseguenza di essere stato valutato sulla base della sola sentenza.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso come infondato e conferma la revoca dell'indulto. Il Collegio ritiene corretta la ricostruzione del giudice dell'esecuzione, che ha identificato nel 12 giugno 2011 la data effettiva del reato, sulla base del contenuto della sentenza di primo grado divenuta irrevocabile il 14 luglio 2016, la quale ha qualificato le denunce come un'unica condotta di calunnia riferibile al 12 giugno 2011 escludendo la continuazione tra le due condotte. La Corte ricorda che, ai fini della revoca dell'indulto prevista dalla L. 31 luglio 2006, n. 241, è sufficiente che il reato sia stato commesso entro il quinquennio dall'entrata in vigore della legge, senza richiedere che la condanna sia divenuta irrevocabile entro tale termine. Il ricorrente è inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Legge 31 luglio 2006, n. 241, art. 1, comma 3
Il beneficio dell'indulto è revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni
La Corte interpreta la norma nel senso che la revoca dell'indulto si opera se il reato è stato commesso entro il quinquennio dalla data di entrata in vigore della legge, senza che sia necessario che la relativa sentenza di condanna sia già irrevocabile entro il medesimo termine
Art. 616 cod. proc. pen. (richiamato nella sentenza)
Usato come base per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente per il ricorso rigettato; la norma consente la condanna alle spese nel procedimento di cassazione se il ricorso è infondato
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi richiamati)
Si richiamano decisioni quali Sez. 1, n. 33903 del 04/05/2021 (Liuzzo); Sez. 1, n. 47876 del 14/11/2013 (Molinaro); Sez. 1, n. 7095 del 15/11/2011 (Nolè); Sez. 1, n. 17030 del 10/03/2015 (Colombo); Sez. 1, n. 35766 del 11/11/2020 (Barilari); Sez. 1, n. 30609 del 15/04/2014 (Raia); Sez. 1, n. 25735 del 12/06/2008 (Labate)
La giurisprudenza consolidata afferma che per la revoca dell'indulto è sufficiente che il delitto sia stato commesso nel quinquennio e che il giudice dell'esecuzione può e deve esaminare il contenuto della sentenza e, se necessario, gli atti per determinare la data effettiva del fatto quando questa non sia indicata con precisione
Massime di principio
- La revoca dell'indulto ai sensi della L. 31 luglio 2006, n. 241 opera se il reato non colposo è stato commesso entro cinque anni dall'entrata in vigore della legge, indipendentemente dall'irreversibilità della sentenza entro quel termine
- Il giudice dell'esecuzione può e deve prendere conoscenza del contenuto della sentenza e degli atti del procedimento per ricavare la data di commissione del reato quando essa sia rilevante per la decisione
- Se nella documentazione emergono date multiple o ambiguità sul tempus commissi delicti, il giudice valuta il complesso motivazionale della sentenza per identificare la data effettiva del reato; la mancata acquisizione del fascicolo non esclude la possibilità di decidere se la sentenza contiene elementi sufficienti
- La parte che propone ricorso in cassazione contro una decisione di revoca dell'indulto rischia la condanna alle spese se il ricorso è ritenuto infondato
- La richiesta di revoca dell'indulto può essere promossa dal Procuratore della Repubblica e trova fondamento anche in analisi delle sentenze pregresse quando queste chiariscono la natura e il tempo della condotta
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