Sentenza n. 2039/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del decreto di diniego del visto d’ingresso per motivi di studio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto d'ingresso per motivi di studio, reiterato dopo il riesame disposto in sede cautelare
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per motivi di studio emesso dall'Ambasciata d'Italia a Rabat, integrando il ricorso con motivi aggiunti. In precedenza, con ordinanza cautelare n. 6855/2025, il TAR aveva disposto il riesame del diniego. L'Ambasciata, secondo il Collegio, ha disatteso il remand cautelare. La documentazione acquisita presso la sede diplomatica non evidenziava elementi univoci a sostegno del prospettato rischio migratorio e la motivazione del diniego è stata ritenuta evidente sommaria e inconferente.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti, annullando il diniego del visto. Il Collegio ha valorizzato la mancata osservanza del riesame disposto con la precedente ordinanza cautelare, l'assenza di elementi univoci comprovanti il rischio migratorio e la sommarietà e inconferenza della motivazione. Ha inoltre stabilito che il MAECI non potrà reiterare il rifiuto del visto sulla base delle risultanze istruttorie sinora acquisite, esprimendo un effetto conformativo sulla riedizione del potere. Le spese, liquidate in € 2.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato ove versato, sono state poste a carico del MAECI.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Disposizione posta a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Il diniego di un visto d'ingresso per motivi di studio è illegittimo quando la motivazione sia sommaria e inconferente e gli elementi istruttori acquisiti non evidenzino in modo univoco il prospettato rischio migratorio.
- Quando il giudice amministrativo dispone il riesame di un provvedimento in sede cautelare, l'amministrazione è tenuta a conformarsi al remand; la sua inosservanza può concorrere a fondare l'annullamento del provvedimento reiterato.
- A seguito dell'annullamento di un diniego di visto, l'amministrazione non può reiterare il rifiuto sulla base delle medesime risultanze istruttorie già acquisite, in assenza di nuovi e diversi elementi valutativi.
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