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Ordinanza

Ordinanza n. 2432/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento, e /o accertamento della nullità, previa sospensione dell’efficacia: - della nota MIC/MIC_DG-S_SERV II/17/03/2026/0003415-P (doc. 1), notificata in data 17 marzo 2026 (doc. n. 1 bis), avente ad oggetto “Contributi per la tutela e la valorizzazione dei carnevali Storici – Domanda n. 139429 (annualità 2023) e Domanda n. 146357 (annualità 2024) – Sentenza Consiglio di Stato n. 1556/2026”; e, per quanto occorrer possa, - dell’art. 2, comma 2, lett b) del Bando Carnevali 2024 di cui al DG-S|16/10/2024|DECRETO 1499 (doc. 6) così come interpretato dal Ministero della Cultura della nota MIC/MIC_DG-S_SERV II/17/03/2026/0003415-P; - di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente

Giustizia amministrativa202603904

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: nota ministeriale relativa ai contributi per la tutela e valorizzazione dei carnevali storici, riferita alle domande per le annualità 2023 e 2024, nonché, in via subordinata, disposizione del bando Carnevali 2024 come interpretata dalla nota

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (associazione culturale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto domanda di annullamento e/o di accertamento della nullità, con istanza cautelare, avverso una nota del Ministero della Cultura notificata il 17 marzo 2026, concernente i contributi per la tutela e valorizzazione dei carnevali storici e le domande presentate per le annualità 2023 e 2024, adottata in relazione a una sentenza del Consiglio di Stato. È stata inoltre contestata, per quanto occorrer possa, la disposizione dell’art. 2, comma 2, lettera b), del Bando Carnevali 2024, nella lettura attribuitale dalla nota ministeriale, oltre agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il testo dell’ordinanza non espone analiticamente i singoli motivi di illegittimità o nullità dedotti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che le questioni prospettate richiedessero una cognizione piena e non fossero compatibili con la sommaria delibazione propria della fase cautelare. Senza anticipare alcuna decisione sul merito e lasciando impregiudicato ogni profilo, ha accolto l’istanza cautelare esclusivamente ai fini della sollecita fissazione dell’udienza pubblica di merito, fissata al 6 ottobre 2026. Non è stata disposta una sospensione sostanziale dell’efficacia degli atti impugnati. Le spese della fase cautelare sono state compensate, in considerazione della riserva del pieno scrutinio in sede di merito.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata accolta ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito, senza anticipazione della decisione sulle questioni controverse.

Massime di principio

  • Quando le questioni prospettate in un ricorso richiedono una cognizione piena incompatibile con la sommaria delibazione cautelare, il giudice può accogliere l’istanza cautelare ai soli fini della sollecita fissazione dell’udienza di merito, riservando ogni decisione sul merito.
  • L’accoglimento dell’istanza cautelare ai soli fini della fissazione ravvicinata dell’udienza di merito non comporta, di per sé, la sospensione sostanziale dell’efficacia del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieBandi di finanziamento e graduatorieTutela cautelare
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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