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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22403/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 12/09/2024, deducendo violazione di legge e difetto di motivazione. Il ricorso era diretto contro il mancato riconoscimento della diminuente della lieve entità in relazione al delitto di rapina, invocando la sopravvenuta pronuncia della Corte costituzionale n. 86 del 16/04/2024, e contro il mancato riconoscimento della medesima diminuente per il delitto di tentata estorsione, alla luce della pronuncia n. 120 del 2023 della Corte costituzionale. Il ricorrente contestava anche il diniego della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.; la Corte ha però ritenuto che la motivazione dei giudici di merito fosse congrua nel valorizzare le modalità dell'azione, i beni giuridici offesi, l'età della persona offesa, la circostanza che l'imputato era sottoposto a misura cautelare e la non esiguità del valore economico del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo manifestamente infondato l'unico motivo articolato. Ha osservato che, alla luce dei principi affermati dalla Corte costituzionale, il giudice deve valutare natura, specie, mezzi, modalità o circostanze dell'azione, nonché la particolare tenuità del danno o del pericolo; nel caso concreto, tali elementi deponevano per l'insussistenza dei presupposti della lieve entità sia per la rapina sia per la tentata estorsione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 4 c.p.

    La circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità è stata esclusa perché il valore economico del bene non era esiguo.

  • art. 640 c.p.

  • art. 629 c.p.

  • Corte cost. n. 86 del 16/04/2024

    "la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo"

    Ai fini del riconoscimento della diminuente della lieve entità, il giudice deve valutare complessivamente gli indici indicati dalla pronuncia costituzionale; nel caso concreto tali indici escludevano la lieve entità del fatto.

  • Corte cost. n. 120 del 2023

    È richiamata per la diminuente della lieve entità in relazione al delitto di tentata estorsione.

  • art. 616 c.p.p.

    È stata applicata la condanna al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La diminuente della lieve entità richiede una valutazione complessiva delle modalità dell'azione, dei mezzi impiegati, delle circostanze concrete e dell'entità del danno o del pericolo, non essendo sufficiente un richiamo astratto alla minore offensività.
  • Il giudice di legittimità non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito quando la motivazione di esclusione della lieve entità sia logica, specifica e ancorata a elementi fattuali rilevanti.
  • La non esiguità del valore economico del bene e la presenza di ulteriori elementi sintomatici di maggiore gravità del fatto possono escludere il riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità.
  • La sopravvenuta pronuncia della Corte costituzionale non comporta automaticamente il riconoscimento della lieve entità, occorrendo pur sempre che, nel caso concreto, risultino integrati i relativi presupposti fattuali.

Come è indicizzato

MaterieRapinaEstorsione
RamiDelitti contro il patrimonio

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