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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12649/2025 del 01/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per furto aggravato, deducendo violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 129 e 336 c.p.p. e agli artt. 624 e 625 c.p. In sostanza, ha sostenuto che i giudici di merito non avessero rilevato l'assenza di querela dopo la modifica dell'art. 624, comma 3, c.p., che ha reso il furto procedibile a querela salvo alcuni casi. La censura mirava a ottenere l'esclusione della procedibilità d'ufficio e, quindi, il proscioglimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondato l'unico motivo di ricorso perché, nel caso concreto, l'imputazione contestava espressamente l'aggravante di cui all'art. 625, n. 7, c.p., specificata in fatto come 'destinazione a pubblico servizio'. Secondo la Corte, tale contestazione rendeva il reato procedibile d'ufficio, con conseguente irrilevanza della mancata querela. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 129 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per sostenere l'obbligo di immediata declaratoria di cause di proscioglimento, ma ritenuto non utile in concreto perché non sussisteva la dedotta mancanza di procedibilità.

  • art. 336 c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente nel motivo di violazione di legge, senza che la Corte ne abbia ravvisato un'incidenza decisiva sulla procedibilità del fatto contestato.

  • art. 624 c.p.

    La modifica del terzo comma, vigente dal 30 dicembre 2022, rende il furto procedibile a querela salvo i casi in cui ricorra l'aggravante di cui all'art. 625, n. 7, c.p., ad eccezione dell'ipotesi della pubblica fede.

  • art. 625 c.p.

    La contestazione dell'aggravante prevista dal n. 7, specificata in imputazione come destinazione a pubblico servizio, determina la procedibilità d'ufficio.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    È indicato come fonte della modifica dell'art. 624 c.p. e dell'introduzione dell'art. 99-bis del medesimo decreto.

  • art. 99-bis D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    È richiamato per la disciplina transitoria di entrata in vigore della nuova procedibilità del furto a querela.

  • D.L. 31 ottobre 2022, n. 162

    È richiamato quale norma che ha aggiunto l'art. 99-bis al D.Lgs. n. 150/2022.

  • L. 30 dicembre 2022, n. 199

    È richiamata quale legge di conversione del D.L. n. 162/2022.

Massime di principio

  • Nel furto, la regola della procedibilità a querela introdotta dalla riforma non opera quando l'imputazione contesti l'aggravante di cui all'art. 625, n. 7, c.p., salvo il diverso caso in cui l'aggravante riguardi l'esposizione alla pubblica fede.
  • Ai fini della procedibilità, rileva la contestazione espressa dell'aggravante nell'imputazione; se essa è formulata come destinazione a pubblico servizio, il reato resta perseguibile d'ufficio.
  • Un motivo di ricorso fondato sulla mancata querela è manifestamente infondato quando dagli atti risulti la procedibilità d'ufficio per effetto dell'aggravante contestata.
  • Quando il ricorso è manifestamente infondato, la Corte di cassazione deve dichiararlo inammissibile, con le conseguenze economiche previste in termini di spese processuali e somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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