Cassazione Civile, Ordinanza n. 18639/2022 del 09/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente di governo d'ambito)
La controversia
Il comune aveva chiesto di essere ammesso alla salvaguardia della gestione diretta del servizio idrico integrato, invocando l'art. 147, comma 2-bis, del d.lgs. 152/2006, come modificato dalla l. 221/2015. L'ente di governo d'ambito aveva prima affidato il servizio idrico dei comuni dell'ambito a una società di gestione e poi, con delibera successiva, aveva rigettato l'istanza del comune e imposto la confluenza nella gestione unica d'ambito. Nel giudizio di impugnazione della delibera, l'ente resistente aveva eccepito il difetto di giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in favore del giudice amministrativo. Il ricorrente ha quindi proposto regolamento preventivo di giurisdizione sostenendo che la controversia rientrasse nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche perché la decisione incideva sui presupposti della clausola di salvaguardia e, in prospettiva, sulla disciplina delle acque pubbliche.
La decisione
Le Sezioni Unite hanno ritenuto che la controversia non rientri nella giurisdizione di legittimità in unico grado del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, ma in quella del giudice amministrativo. La delibera impugnata riguarda infatti l'accertamento dei presupposti per la gestione autonoma del servizio idrico da parte del comune, quindi un profilo di organizzazione del servizio, non un provvedimento che incida in modo immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche o sul relativo demanio. Di conseguenza, il regolamento di giurisdizione è stato respinto e la giurisdizione è stata dichiarata in capo al giudice amministrativo.
Norme richiamate
art. 143 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775
attribuisce al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la giurisdizione sugli atti amministrativi in materia di acque pubbliche solo quando incidono in modo diretto e immediato sul regime delle acque e del demanio idrico
art. 147, comma 2-bis, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
prevede deroghe all'organizzazione del servizio idrico integrato e salva, al ricorrere di specifici requisiti, la gestione autonoma del servizio nei comuni interessati
art. 62 L. 28 dicembre 2015, n. 221
ha novellato l'art. 147, comma 2-bis, d.lgs. 152/2006 introducendo la disciplina sulla salvaguardia delle gestioni autonome
art. 8 L. 5 gennaio 1994, n. 36
richiamato come base della delimitazione degli ambiti territoriali ottimali per il servizio idrico integrato
art. 9 L. 5 gennaio 1994, n. 36
richiamato quale finalità di efficienza, efficacia ed economicità dell'organizzazione del servizio idrico integrato
art. 133, comma 1, lett. b), c), e) n. 1, c.p.a.
richiamato dalla giurisprudenza amministrativa a sostegno della giurisdizione del giudice amministrativo sulle controversie relative all'organizzazione e regolazione del servizio idrico
art. 327 c.p.c.
evocato indirettamente nel richiamo alla giurisprudenza sul regolamento preventivo di giurisdizione proposto anche dall'attore
art. 700 c.p.c.
citato solo nella ricostruzione generale della tassonomia giurisprudenziale sulle controversie cautelari; non è norma centrale della decisione
Massime di principio
- Nel riparto tra Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e giudice amministrativo, la giurisdizione speciale del primo sussiste soltanto quando l'atto impugnato incida in modo non occasionale, immediato e diretto sul regime delle acque pubbliche o sul relativo demanio; se l'atto è solo strumentale a un procedimento organizzativo, la giurisdizione spetta al giudice amministrativo.
- Le controversie sull'accertamento dei presupposti per la salvaguardia della gestione autonoma del servizio idrico integrato, ove riguardino esclusivamente requisiti organizzativi e non l'utilizzo o la regimazione delle acque, non appartengono al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
- Ai fini della giurisdizione, non basta che un provvedimento sia inserito in un contesto che riguarda il servizio idrico: occorre verificare se esso disciplini direttamente l'uso dell'acqua o il demanio idrico, oppure se si limiti a regolare l'organizzazione del servizio.
- Il regolamento preventivo di giurisdizione può essere proposto anche dalla parte attrice quando sussistano ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, al fine di ottenere una decisione definitiva sulla giurisdizione ed evitare future regressioni processuali.
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