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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10117/2023 del 10/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale impugnava la sentenza di proscioglimento pronunciata dal Tribunale di Matera per la causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. Sosteneva che il giudice aveva erroneamente applicato l'esimente in quanto il reato contestato (furto aggravato, monoaggravato) è punito con pena detentiva che, nel massimo, raggiungeva sei anni, superando quindi il precedente limite di cinque anni previsto dall'art. 131-bis; inoltre la pluralità dei fatti era indicativa di abitualità, ostativa all'applicabilità della particolare tenuità. In sede di conclusioni il Pubblico Ministero ha chiesto l'accoglimento del ricorso o, in subordine, la declaratoria di improcedibilità del reato ove difettino le querele delle parti lese.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile, confermando il proscioglimento dell'imputato per particolare tenuità del fatto. Il Collegio ha ritenuto che la limitazione della pena di cinque anni, prevista dall'originaria formulazione dell'art. 131-bis, sia venuta meno a seguito della modifica operata dal d.lgs. n. 150/2022 e che la nuova disciplina (entrata in vigore il 30/12/2022 e con efficacia retroattiva per la natura sostanziale della norma) amplia l'ambito di applicazione dell'esimente; pertanto la pena prevista per il furto contestato non ostava all'applicazione di art. 131-bis. Inoltre la Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che esclude che la continuazione sia di per sé ostativa: la pluralità dei reati va valutata nel contesto, tenendo conto di indicatori quali gravità, modalità, danno, tempistica e risarcimento. Nel caso concreto il Tribunale aveva rilevato che i tre furti si erano verificati in un arco temporale brevissimo, con modalità non allarmanti, danni patrimoniali lievi e prontamente risarciti, ragioni che giustificavano l'applicazione della particolare tenuità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto)

    norma recante l'esimente della particolare tenuità del fatto, come novellata dal d.lgs. n. 150/2022

    La Corte ha ritenuto che la modifica normativa ha ampliato l'applicabilità dell'esimente incidendo sul precedente parametro del limite di pena; la nuova formulazione consente l'applicazione anche quando la pena prevista non supera, nel minimo, due anni (secondo la nuova formulazione), e la norma è stata applicata con efficacia retroattiva per la sua natura sostanziale

  • d.lgs. n.150/2022, art. 1, comma 1, lett. c), n. 1

    intervento di riforma sull'art. 131-bis c.p.

    Ha modificato i criteri di operatività dell'art. 131-bis, estendendo la possibilità di applicazione dell'esimente rispetto alla precedente soglia quinquennale

  • d.l. n.162/2022, art. 6, comma 1, convertito in legge n.199/2022

    disposizione che ha efficacia dal 30/12/2022 e ha reso la modifica vigente anche con efficacia retroattiva

    La Corte ha ritenuto che la modifica normativa sia applicabile retroattivamente per la natura sostanziale dell'istituto, permettendo la valutazione della particolare tenuità anche per fatti anteriori

  • art. 81, comma secondo, c.p.

    regola la continuazione tra reati

    La Corte ha richiamato che la pluralità di reati in continuazione non è di per sé ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis; occorre una valutazione complessiva degli elementi fattuali

  • Sez. U., n. 18891 del 27/01/2022 (Ubaldi)

    giurisprudenza di legittimità sul rapporto tra continuazione e particolare tenuità

    Stabilisce che la continuazione non esclude automaticamente l'esimente e indica i criteri (natura e gravità degli illeciti, beni protetti, entità della lesione, finalità e modalità, motivazioni, conseguenze, periodo di tempo, contesto, intensità del dolo, comportamenti successivi) per la valutazione complessiva

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    motivazione del motivo di ricorso per violazione di legge

    Norma che individua quale motivo di ricorso la violazione di legge, utilizzata dal Procuratore generale per impugnare l'applicazione dell'art. 131-bis

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    norma procedure per sintesi del motivo nel ricorso per cassazione

    Richiamata nella fase di sintesi del motivo ai sensi delle disposizioni procedurali

Massime di principio

  • La modifica normativa dell'art. 131-bis ha ampliato l'ambito di applicazione dell'esimente: occorre verificare i parametri attuali e non attenersi al vecchio limite quinquennale
  • La pluralità di reati unificati in continuazione non esclude automaticamente l'applicabilità della particolare tenuità; il giudice deve effettuare una valutazione concreta e complessiva basata su molteplici indicatori
  • Fattori rilevanti per riconoscere la particolare tenuità: lieve entità del danno, modalità non allarmanti, breve arco temporale, risarcimento o riparazione tempestiva, scarsa intensità del dolo e assenza di abitudinarietà
  • Le modifiche sostanziali favorevoli alla posizione dell'imputato possono essere applicate retroattivamente; in caso di cambiamento normativo verificare sempre l'efficacia temporale della disposizione
  • Il pubblico ministero, prima di proporre ricorso per cassazione contro un proscioglimento per tenuità, deve valutare l'impatto delle novità legislative e l'ampia discrezionalità del giudice nel valutare la tenuità
  • In situazioni analoghe, il giudice di merito dovrebbe documentare con precisione i motivi che giustificano la valutazione di particolare tenuità, esplicitando i criteri considerati (danno, tempo, modalità, risarcimento, motivazioni dell'agente)

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