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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6808/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cantone Arcangelo impugna l'ordinanza del 13/14-6-2023 della Corte d'Appello di Napoli che, in sede di rinvio disposta dalla Cassazione, ha rigettato la sua istanza di rescissione del giudicato ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p. relativa alla sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 27/9/2019 (condanna a 2 anni per gli artt. 10-bis e 10-ter D.Lgs. 74/2000). Il ricorrente lamenta violazione degli artt. 627, co.3 c.p.p. e 420-bis c.p.p. e vizio di motivazione: sostiene che la Corte di Appello non abbia seguito le istruzioni della Cassazione, abbia travisato il dato probatorio e abbia utilizzato un fatto non vero (la convivenza del figlio Luciano con il padre) come base decisoria. Contesta inoltre che la Corte abbia fatto inferenze arbitrarie (presunzione che il figlio abbia informato il padre della visita della Polizia Municipale) e chiede annullamento dell'ordinanza.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Appello abbia correttamente esercitato i poteri istruttori richiesti dal rinvio e abbia acquisito i certificati anagrafici dai quali è emersa la convivenza di Luciano con il padre alla data della notifica del 5/7/2017. Sulla base di tale elemento, unitamente ad altre condotte, la Corte territoriale ha ritenuto dimostrata la volontaria sottrazione alla conoscenza del procedimento: (i) elezione di domicilio presso la sede societaria "Consulting srl" risultata già inesistente poco dopo la modifica della denominazione/sede; (ii) tale elezione avvenuta subito dopo un accertamento della Guardia di Finanza e dopo aver appreso di essere indagato; (iii) comportamento del figlio (dichiarazione non veritiera e rifiuto di ricevere la notifica). Tali elementi, valutati congiuntamente, costituiscono condotte positive idonee a dimostrare la volontaria irreperibilità e la sottrazione alla conoscenza del processo ai sensi dell'art. 420-bis. Perciò l'istanza di rescissione è stata rigettata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma sulla rescissione del giudicato proposta dal condannato che invoca la possibilità di invalidare il giudicato per specifiche ipotesi legate alla conoscenza del processo; la Corte ha esaminato la richiesta di rescissione alla luce degli elementi di fatto acquisiti.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    Interpretata come disposizione che consente di sostenere la "volontaria sottrazione" alla conoscenza del procedimento solo se provata attraverso condotte positive e un accertamento del coefficiente psicologico: la mera irreperibilità o il domicilio eletto non sono di per sé sufficienti.

  • art. 627, co. 3 cod. proc. pen.

    Articolo richiamato dal ricorrente in relazione ai limiti procedurali del giudice del rinvio; la Corte ha però confermato che il giudice del rinvio è vincolato ai principi di diritto della sentenza di annullamento ma può esercitare i poteri istruttori per accertare fatti rilevanti di merito.

  • art. 611 c.p.p.

    Richiamato in relazione alle conclusioni rese dal Procuratore Generale; non ha inciso sul merito della decisione di rigetto.

  • artt. 10-bis e 10-ter D.Lgs. n. 74/2000

    Norme sostanziali in base alle quali è stata pronunciata la condanna di primo grado (reati fiscali); qui citate per indicare il contenuto della sentenza divenuta irrevocabile.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, n. 13236/2022 Piunti e pronunce Sez. U. 2019-2020)

    La Corte ha richiamato l'orientamento di legittimità secondo cui l'art. 420-bis richiede l'indicazione di condotte positive e l'accertamento del coefficiente psicologico; le Sezioni Unite hanno precisato i limiti per l'applicazione della figura dei "finti inconsapevoli".

Massime di principio

  • La rescissione del giudicato per "volontaria sottrazione" (art. 420-bis c.p.p./art. 629-bis) richiede la prova di condotte positive e dell'elemento psicologico: mere ipotesi di irreperibilità o la sola elezione di domicilio non bastano.
  • Il giudice del rinvio è vincolato ai principi di diritto stabiliti dalla Cassazione ma può acquisire e valutare nuovi elementi di fatto, esercitando poteri istruttori nei limiti indicati dalla sentenza di annullamento.
  • Documenti anagrafici e atti ufficiali (certificati di residenza, storico famigliare) possono costituire prova decisiva sul punto della convivenza e pertanto influire sulla valutazione della conoscenza effettiva di una notifica.
  • Comportamenti quali l'elezione di un domicilio presso una sede societaria fittizia o inesistente, la modifica tempestiva della sede/denominazione societaria dopo accertamenti, e dichiarazioni mendaci di terzi che rifiutano la ricevuta di notifica sono elementi valutabili insieme per ricostruire una strategia volta a eludere le notifiche.
  • In genere l'onere di provare la "colpevole ignoranza" o l'assenza di sottrazione spetta a chi chiede la rescissione; contestare decisioni basate su documenti ufficiali richiede elementi probatori nuovi e pregnanti per ribaltare la valutazione giudiziale.

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