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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1857/2023 del 18/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per errata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen.: la Corte d'appello aveva ritenuto inapplicabile la causa di non punibilità per particolare tenuità al reato di ricettazione (art. 648, comma 2, cod. pen.) sul presupposto che la pena edittale massima superi il limite previsto da art. 131-bis. Il ricorrente ha richiamato la pronuncia della Corte costituzionale n. 156/2020, che ha inciso sui limiti applicativi dell'art. 131-bis.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha rilevato che la Corte d'appello ha omesso di considerare la sentenza della Corte costituzionale n. 156/2020, che ha dichiarato l'illegittimità di parti dell'art. 131-bis nella parte in cui escludeva l'applicazione della causa di non punibilità ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena detentiva. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte di Appello di Torino per nuovo giudizio sulla riconoscibilità della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte di cassazione ha ritenuto che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 156/2020, l'istituto può essere astrattamente applicabile anche ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale di pena, se sussistono i requisiti di particolare tenuità.

  • art. 648, comma 2, cod. pen. (ricettazione)

    Reato contestato (ricettazione 'lieve'): la Corte d'appello lo aveva confermato come fattispecie di cui occorre valutare l'applicabilità dell'art. 131-bis alla luce della giurisprudenza costituzionale.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 156 del 24/06/2020

    Ha dichiarato costituzionalmente illegittima la parte dell'art. 131-bis che impediva l'applicazione della causa di non punibilità ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale, ritenendo la precedente esclusione irragionevole e contraria al principio di uguaglianza (art. 3 Cost.).

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dalla Corte costituzionale come parametro violato dall'interpretazione restrittiva che escludeva l'applicabilità dell'art. 131-bis ai reati senza minimo edittale.

  • art. 23 cod. pen.

    Richiamato nel ragionamento: il legislatore ha previsto per talune fattispecie un minimo assoluto (es. quindici giorni) che segnala una valutazione di potenziale minima offensività; ciò rafforza l'argomento sull'applicabilità di art. 131-bis alle ipotesi senza minimo edittale.

Massime di principio

  • Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 156/2020, i giudici di merito devono valutare l'applicabilità dell'art. 131-bis anche ai reati per i quali non è previsto un minimo edittale, quando ricorrono i requisiti di particolare tenuità del fatto.
  • Non è più corretto escludere automaticamente l'art. 131-bis sulla base del solo confronto con il massimo edittale: occorre un esame concreto della offensività minima della condotta.
  • Se la misura di 'particolare tenuità' è stata richiesta dalle parti o dal pubblico ministero, il giudice di merito deve motivare espressamente il rigetto tenendo conto della pronuncia costituzionale; l'omessa considerazione può determinare l'annullamento con rinvio.
  • La pronuncia costituzionale ha efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione in G.U.; per i procedimenti successivi a tale data è obbligatorio tenerne conto.
  • In situazioni analoghe è opportuno valutare con attenzione la sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi della particolare tenuità (esiguità del danno, minima offensività, modalità e contesto della condotta, comportamento processuale delle parti) e motivare puntualmente la decisione.
  • Se il giudice di merito dichiara la prescrizione o decide su questioni connesse senza esaminare l'eventuale causa di non punibilità, la decisione può essere riformata in sede di legittimità e rinviata per un nuovo giudizio.

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