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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28122/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio e di corrispondenza del 30/11/2024 relativo a quanto emerso dall'estrazione di copia forense e dall'esame del contenuto di due telefoni cellulari. Il ricorrente deduceva violazione di legge sostenendo che mancava il pericolo di dispersione in quanto gli stessi beni sarebbero già stati sottoposti a sequestro il 11/10/2024; inoltre denunciava illegittimità del decreto perché avrebbe indicato solo gli articoli di legge, il tempo e il luogo senza descrivere i fatti e i comportamenti soggettivi (mancanza del funus commissi delicti) e contestava la valutazione probatoria delle conversazioni intercettate e l'utilizzo di atti provenienti da altro procedimento

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato (e, nei limiti, inammissibile). Ha condiviso la motivazione del Tribunale secondo cui: a) l'oggetto del sequestro del 30/11/2024 è diverso da quello dell'11/10/2024 (il primo riguarda il contenuto selezionato e estratto dalla copia forense, il secondo il supporto/contenitore); b) il Pubblico Ministero ha indicato gli atti su cui si fonda la richiesta, ha nominato un consulente per l'estrazione della copia forense, ha fissato un termine per le operazioni e ha previsto la restituzione dei supporti e della copia forense una volta estrapolati i dati utili; c) dall'esame degli atti e di una serie di conversazioni emergevano elementi che collegano il ricorrente alla gestione illecita delle gare di appalto; d) il sequestro probatorio è legittimo anche se la cosa è nella disponibilità di terzi estranei all'indagine. Per questi motivi il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice penale

    I reati contestati riguardano condotte relative alla turbativa/illecito nelle procedure di gara; le norme sono richiamate come riferimento alla fattispecie cui si riferiscono gli elementi di indagine che giustificano il sequestro probatorio

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio può riguardare distintamente il "contenitore" (supporto fisico) e il "contenuto" (dati estratti): provvedimenti successivi non sono necessariamente duplicativi se hanno oggetti diversi
  • Per la validità del sequestro probatorio è rilevante che il pubblico ministero indichi gli atti e gli elementi investigativi che giustificano l'intervento e che disponga modalità operative (es. consulente per estrazione forense e termini per le operazioni)
  • Non è necessario che la cosa sottoposta a sequestro sia nella disponibilità dell'indagato: il sequestro è legittimo anche se il materiale è detenuto da terzi
  • L'assenza di una dettagliata esposizione fattuale nella misura cautelare può essere compensata dalla chiara indicazione degli atti e dagli elementi dagli stessi desumibili; il ricorrente deve confrontarsi concretamente con la motivazione del giudice per ottenere accoglimento
  • Le intercettazioni e le conversazioni, se ritenute significative dal giudice sulla base di una valutazione complessiva, possono costituire fondamento per il sequestro probatorio quando emergano collegamenti con la condotta contestata
  • L'eccezione di duplicazione del vincolo è inefficace se il provvedimento successivo seleziona e sequestra materiale diverso o una porzione di dati estratta in conformità alle esigenze investigative
  • In casi analoghi è importante che la difesa evidenzi specificamente errori di fatto o di diritto nella motivazione del provvedimento e non si limiti a rilievi generici

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