Sentenza n. 4197/2026 - Roma, Sezione 4Q
per l'annullamento del Decreto del Direttore del Dipartimento Salute n. 52 del 14.12.2022 della Regione Marche, ivi compreso l''Allegato A, con cui sono stati determinati gli importi asseritamente dovuti dalla Impresa ricorrente; del Decreto del 6.10.2022 del Ministero della Salute; del Decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell''economia e delle finanze, 6.7.2022; dell'Accordo del 7.11.2019 Rep. Atti n. 181/CSR sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e ulteriori atti precisati nel ricorso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: atti statali e regionale-provinciali di determinazione e attuazione del payback sui dispositivi medici per gli anni 2015-2018, inclusi i decreti ministeriali e il decreto regionale di quantificazione degli importi
Esito
La controversia
La ricorrente, impresa fornitrice di dispositivi medici, aveva impugnato, mediante riassunzione da ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il decreto del Direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche n. 52 del 14 dicembre 2022 e il relativo Allegato A, i decreti ministeriali del 6 ottobre 2022 e del 6 luglio 2022, nonché l'accordo Stato-Regioni del 7 novembre 2019 e ulteriori atti, contestando il certificato superamento del tetto di spesa per gli acquisti di dispositivi medici negli anni 2015-2018 e la conseguente determinazione degli importi asseritamente dovuti nell'ambito del meccanismo di payback. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato, con memoria dell'11 gennaio 2026, di non avere più interesse alla decisione, avendo aderito al meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la ricorrente aveva aderito al nuovo meccanismo legislativo di risoluzione delle controversie relative al payback e che, secondo il tenore letterale della legge richiamata, tale adesione determina la cessazione della materia del contendere. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati scrutinati i motivi sostanziali del ricorso. Le spese di lite sono state compensate per giustificati motivi.
Norme richiamate
art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118
la cessazione della materia del contendere
L'adesione al meccanismo di risoluzione delle controversie relative al payback previsto dalla disposizione determina, secondo il tenore letterale della legge, la cessazione della materia del contendere.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Massime di principio
- L'adesione del ricorrente a un meccanismo legislativo sopravvenuto che definisce le controversie relative all'oggetto del giudizio determina la cessazione della materia del contendere quando la legge espressamente collega a tale adesione tale effetto processuale.
- Quando viene dichiarata la cessazione della materia del contendere, il giudice non procede all'esame dei motivi di illegittimità dedotti contro gli atti impugnati, perché viene meno l'interesse alla decisione sul merito della controversia.
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