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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44139/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva applicato a Roberto Meocci l'obbligo di dimora nel comune di Arezzo e a Manuela Malavolta il divieto di ricoprire uffici direttivi per un anno, contestando (1) la violazione del principio del devolutum: l'appello del pubblico ministero non aveva menzionato alcune ulteriori misure/atti (una nota della Guardia di Finanza relativa ad altre vicende), per cui il giudice d'appello non poteva fondare la decisione su documentazione o fatti non compresi nel gravame; (2) la carenza di motivazione sull'attualità del pericolo di reiterazione/recidiva, posto che i fatti ascritti risalgono al 2016-2018 mentre la misura è stata adottata nel 2022, sicché mancherebbe prova dell'attualità del rischio.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha rigettato inoltre l'istanza di trattazione orale per tardività, richiamando la normativa transitoria vigente al momento. Quanto al merito formale, la Corte ha ritenuto che, pur essendo citata una nota della Guardia di Finanza non prodotta dalla pubblica accusa, la decisione del Tribunale del riesame si fondava su circostanze specifiche e pertinenti al procedimento (protrazione delle condotte fino alla dichiarazione di fallimento del 2020, trasferimento di somme alla società titolare della Malavolta, precedenti condanne del Meocci, titolarità attuale della società Wisteria Green House), ragioni che giustificavano le esigenze cautelari e che non erano efficacemente contrastate nel ricorso. Per tali motivi i ricorsi sono stati ritenuti generici e inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il gravame al Tribunale del riesame: il procedimento di riesame è stato quello esperito e viene richiamata per delimitare l'oggetto del gravame e l'ambito probatorio attinente

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla valutazione delle esigenze cautelari e alla necessità che l'attualità del pericolo sia ancorata ai fatti di causa

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Richiamata con riferimento ai criteri per l'applicazione delle misure cautelari e alla verifica dell'attualità del pericolo di reiterazione

  • art. 606, lett. b) cod. proc. pen.

    Fondamento normativo dei motivi di ricorso in Cassazione dedotti dai ricorrenti (violazione di legge)

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare l'enunciazione dei motivi ammessi in Cassazione (limiti di deduzione)

  • art. 611, comma 1-quinquies, cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata dalla difesa per chiedere la trattazione orale entro termini abbreviati; la Corte osserva però che la previsione non era ancora entrata in vigore in ragione di una proroga transitoria, rendendo tardiva l'istanza

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la fissazione dell'udienza e i termini per le istanze: utilizzata per valutare la tempestività dell'istanza di trattazione orale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese processuali e la condanna alla Cassa delle Ammende per ricorsi ritenuti inammissibili o manifestamente infondati; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria

  • art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    Richiamato per gli adempimenti consequenziali alla decisione da inviare alla Cancelleria

Massime di principio

  • Il principio del devolutum delimita l'oggetto dell'impugnazione: il giudice d'appello non può basare la decisione su fatti o documenti estranei al gravame, salvo che tali elementi siano comunque rilevanti e ancorati al procedimento principale; contestare il solo profilo del "devolutum" senza dimostrare il carattere decisivo di atti esterni può risultare insufficiente.
  • La mancata produzione di una nota o documento da parte della pubblica accusa non esclude automaticamente la possibilità che il giudice richiami fatti e circostanze del medesimo procedimento (es. prosecuzione delle condotte fino alla dichiarazione di fallimento): la rilevanza dipende dalla centralità e dalla pertinenza di tali fatti rispetto alle esigenze cautelari.
  • Per contestare l'attualità del pericolo di reiterazione occorre motivare specificamente perché eventi successivi (p.es. dichiarazione di fallimento, trasferimento di somme, titolarità attuale di società) non possano costituire fondamento delle esigenze cautelari: non è sufficiente richiamare solo la distanza temporale rispetto alla commissione del fatto.
  • Le istanze processuali (es. richiesta di trattazione orale) devono rispettare i termini vigenti al momento del deposito; modifiche legislative o proroghe transitorie possono incidere sulla tempestività e sulla ammissibilità delle domande procedurali.
  • Un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile se appare generico e non affronta con precisione le reali motivazioni del provvedimento impugnato; occorre dunque formulare censure specifiche e circostanziate, anche rispetto alle motivazioni di fatto del giudice di merito.
  • Quando si intende contestare l'uso di materiale probatorio non prodotto nel gravame, è strategico evidenziare sia la violazione del principio del devolutum sia l'eventuale violazione del contraddittorio e dimostrare il pregiudizio concreto derivante all'imputato.

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